Banco Popolare: titolo attaccato dalle vendite, tonfo di oltre -9%
Proseguono le vendite scatenate sul titolo di Banco Popolare, dopo il via libera dell’assemblea all’aumento di capitale dettato dalla Bce e in vista dei risultati di bilancio che saranno diffusi nella giornata di domani. Il titolo cede oltre -9%, a 4,9640 euro, sottoperformando il settore delle banche, che comunque è sotto pressione.
Le quotazioni di Banco Popolare hanno perso oltre -28% negli ultimi tre mesi di contrattazioni. Così ha anticipato l’AD Pierfrancesco Saviotti:
La prima trimestrale del Banco Popolare “non sarà un granché, ma penso che il nostro non sarà un caso unico“. Il numero uno di Banco Popolare ha comunque tenuto a precisare che “marzo è stato già un mese migliore” e che la banca dispone di “aggregati patrimoniali assolutamente ottimi”.
A margine dell’incontro annuale della Consob, Saviotti ha risposto alla domanda se l’aumento di capitale sarà tutto in opzione:
“Secondo me sì, però deciderà il cda. Ci possono essere tante ipotesi alternative, ma abbiamo ricevuto talmente tante domande dai nostri soci-azionisti che sarebbero disturbati dal fatto che non ci fosse l’aumento di capitale con diritto di opzione che ci stiamo ragionando e c’è un orientamento per farlo one-shot e niente convertendo. Ne parleremo al cda di domani”. L’operazione potrebbe inoltre avvenire “prima di quanto si pensi”.
Non c’è stato infine alcun deflusso di raccolta per la banca, di recente. “Nel trimestre non c’è stato deflusso di liquidità ”.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.