Mps: salvagente in arrivo dagli ex prodiani? L’ombra Goldman Sachs

4 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

SIENA (WSI) – Ormai da giorni nell’occhio del ciclone il Monte dei paschi di Siena ha registrato ieri l’ennesimo tonfo a Piazza Affari arrivando a perdere il 6,67%. Un crollo che ha ancora più messo in allarme il governo, Tesoro e Bankitalia e soprattutto Renzi il quale teme che lo scivolone dell’istituto senese possa comprometterlo nei sondaggi politici.

“Il valore dei titolo va monitorato ma non è determinante”- tenta di gettare acqua sul fuoco l’ad di Mps Fabrizio Viola ma la necessità impellente è trovare un partner per Rocca Salimbeni.

Tra i papabili contendenti spicca Ubi banca anche se l’ad Victor Massiah si dimostra cauto sostenendo che occorrono maggiori garanzie pubbliche visti gli oltre 40 miliardi di crediti deteriorati che pesano in capo a Mps.

Da qui un’altra carta potrebbe essere messa in gioco ossia quella dello Stato. Come riporta Libero potrebbe entrare in scena la Cassa Depositi e prestiti partendo dal 4% già detenuto dal Tesoro, entrando così nell’azionariato dell’istituto di Rocca Salimbeni. A capo della Cassa depositi e prestiti c’è Claudio Costamagna, ex prodiano, come ex prodiano è anche Massimo Tononi, ad di Mps, quindi  l’ex premier Prodi potrebbe salvare l’attuale, Matteo Renzi. Ma cosa lega i due banchieri, Costamagna e Tononi, a Romani Prodi? Il nome è Goldman Sachs.

“La banca d’affari americana che, tra altro, nella campagna elettorale del 2013, appoggiò apertamente il Partito democratico. C’è altro: Tononi lavorò all’Iri con Prodi negli anni ’90 e Costamagna fu coinvolto nel discusso progetto Telecom preparato da Angelo Rovati”.

L’ipotesi Poste trapelata nei giorni scorsi è sfumata e quella di Cassa depositi e prestiti non appare comunque “agevole” per Mps.

“ Un banchiere che preferisce restare anonimo sostiene che sia «l’unica alternativa possibile» e dice che le soluzioni francesi studiate per Siena, valide sul piano industriale (cioè Bnp Paribas e Crédit Agricole), sono state scartate dai diretti interessati”.