Italia, Moscovici (Ue) apre a ipotesi di sforare patti

7 Ottobre 2016, di Alessandra Caparello

WASHINGTON (WSI) – E’ ottimista sul futuro dell’Italia il commissario europeo agli affari economici, Pierre Moscovici, anche perché l’Ue – a detta sua – è pronta a garantire più flessibilita. Forse da Bruxelles hanno paura delle tensioni pre e post referendum costituzionale. Fatto sta che l’Europa è “pronta a considerare le spese per la crisi di rifugiati o un terremoto o un Paese che soffre attacchi terroristici”. I riferimenti sono al Belgio e all’Italia. La parola magia per il governo Renzi è quel “terremoto”. L’Italia aveva chiesto di avere complessivamente margini di spesa aggiuntivi pari al 4% del Pil e sforare dunque i patti di stabilità.

In un’intervista a Bloomberg a margine dei lavori del Fondo Monetario internazionale Moscovici si è schierato a sostegno del governo Renzi, contro il Movimento Cinque Stelle.

”Ho fiducia che l’Italia, come sempre, se la caverà e risolverà i suoi problemi con il nostro aiuto (…) In Italia c’è una minaccia populista. E’ per questo che sosteniamo gli sforzi di Renzi affinché sia un partner forte all’interno dell’Ue”.

In merito poi alla richiesta di maggiore flessibilità avanzata dall’Italia, Pierre Moscovici sottolinea come la Commissione Europea si dimostra aperta per quanto riguarda ”spese per la crisi dei rifugiati, o un terremoto, o per un paese che soffre attacchi terroristici. Si tratta di flessibilità precise, limitate e chiaramente spiegate”.

”Abbiamo detto chiaramente cosa è la flessibilità nel gennaio 2015. Dobbiamo incoraggiare i paesi che creano molti investimenti, lo abbiamo fatto con l’Italia. Aiutare i paesi che portano avanti riforme strutturali affinché possano avere più tempo, lo abbiamo fatto con l’Italia. Abbiamo detto che saremmo pronti a considerare spese per la crisi di rifugiati o un terremoto o un Paese che soffre attacchi terroristici come il Belgio. Si tratta di flessibilità precise, limitate e chiaramente spiegate. In generale un Paese deve rispettare i criteri e ridurre il debito, è il principale problema di Italia e Belgio”.