Miraggio crescita: Fitch taglia stime Usa. Fine munizioni banche centrali?

3 Ottobre 2016, di Laura Naka Antonelli

La domanda che viene da porsi è se arriverà mai, almeno nel breve-medio periodo, il giorno in cui la Fed deciderà di alzare i tassi. probabilmente anche Janet Yellen sarà costretta ad ammettere che la crescita dell’economia Usa non è solida come lei stessa ha più volte ricordato. Per ora l’ammissione arriva dai vari guru della finanza mondiale, ma anche dalle istituzioni internazionali.

Oggi è la volta di Fitch, che annuncia di aver tagliato le stime sulla crescita del Pil Usa del 2016 dal +1,8% previsto in precedenza, come riportato nell’outlook di luglio, a +1,4%.

Nel suo ultimo Outlook sull’economia globale, Fitch scrive:

“I rischi al ribasso che incombono sulla crescita economica dei paesi avanzati sono aumentati, negli ultimi mesi…con il populismo che guadagna terreno in diversi paesi, il rischio di assistere a choc politici che colpiscano in modo negativo l’outlook degli investimenti privati è aumentato. Allo stesso tempo, la capacità delle banche centrali di generare tassi di crescita più sostenuti sembra diminuire… In un contesto in cui la crescita dell’Eurozona ha probabilmente testato il suo picco all’inizio del 2016 e in cui non ci sono stati cambiamenti significativi nelle stime del Regno Unito e del Giappone – nonostante le manovre significative di politica monetaria intraprese -, l’outlook per le economie avanzate può essere descritto nel modo migliore come quello di una bassa crescita, di un cammino in cui (l’economia) arranca. E’ difficile che la crescita dei paesi avanzati nel periodo compreso tra il 2016 e il 2018 sia migliore di quel tasso di crescita debole dell’1,5%, su base annua, a cui abbiamo assistito tra il 2011 e il 2015″.

Ancora Brian Coulton, responsabile economista di Fitch:

“l’aumento del populismo in molti paesi avanzati potrebbe essere precursore di una crescita del protezionismo nel commercio e di un incremento, anche, di tensioni frammentarie in Eurozona; entrambi i fattori si tradurrebbero in una crescita dell’incertezza e in un danno nelle prospettive degli investimenti del settore privato”.

Tornando nello specifico all’outlook Usa, Fitch fa notare che le sue previsioni sono per il tasso di crescita più basso, su base annua, dal 2009, causa gli aggiustamenti in corso nell’industria petrolifera, la debole domanda esterna e l’iniziale apprezzamento del dollaro, tutti elementi che hanno pesato sulla domanda industriale”.

Scetticismo verso le banche centrali, che potrebbero ormai avere ormai esaurito le loro munizioni.

“La capacità delle banche centrali di far fronte a choc avversi di crescita potrebbe star diminuendo. Le implicazioni che tassi di interesse bassi e negativi possono avere sulla redditività delle banche, la crescente complessità negli annunci di politica monetaria espansiva delle banche centrali, la riduzione dei redditi provenienti dagli interessi per i risparmiatori e le distorsioni di mercato stanno complicando la trasmissione all’economia degli effetti degli strumenti non convenzionali di misure di allentamento monetario”.