Migranti: da Ue altri miliardi alla Turchia. Onu: “accordo illegale”

8 Marzo 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Finora si tratta solo di un accordo di principio, ma già ha scatenato polemiche per le sue presunte contraddizioni. Dopo una maratona di negoziati febbrili durata 12 ore, i leader europei riuniti a Bruxelles hanno dichiarato di aver raggiunto un’intesa su quelle che potrebbero essere le linee guida di un possibile accordo con la Turchia.

Ma l’agenzia dei rifugiati dell’Onu (UNHCR) ha detto che la soluzione tampone per rispedire in massa al mittente – in questo caso la Turchia – i rifugiati di troppo violerebbe le leggi internazionali ed europee sul diritto alla protezione.

Rimane tuttora da vedere se ci sarà un vero accordo sulla proposta dei reinsediamenti dei migranti che è stata avanzata dal premier turco Ahmet Davutoglu, quella dell'”uno a uno”, in base a cui Ankara sarebbe pronta a riprendere tutti i migranti che sono arrivati in modo illegale nei paesi dell’Unione europea a partire da una certa data (ma non in modo retroattivo), e non solo i richiedenti asilo ma anche i migranti economici.

In cambio, per ogni profugo siriano riammesso in Turchia, Ankara chiederebbe ai paesi dell’Ue di accoglierne uno, in modo legale, nel loro territorio.

Proposta viola diritti umani

La Turchia non si è fermata tuttavia qui: proprio per finanziare tali operazioni, ha chiesto altri tre miliardi, oltre ai tre miliardi che aveva chiesto in precedenza. Soldi che Grecia e altri paesi indebitati con tassi di crescita anemici come l’Italia, ma altrettanto in difficoltà nella gestione dei flussi di migranti in entrata, si possono sognare.

La proposta “uno a uno” è stata accolta cautamente dalle autorità politiche e aspramente dal responsabile regionale europeo dell’Alto Commissariato dell’Onu per i Rifugiati, Vincent Cochetel. Ciononostante la cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale temeva che nella bozza finale dell’intesa si parlasse di “chiusura delle rotte” balcaniche, ha affermato che l’iniziativa “potrebbe portare un cambiamento qualitativo, nel caso in cui diventasse operativa”.

Davutoglu ha ribadito:

“Ogni centesimo sarà speso per i rifugiati siriani. Neanche un solo euro sarà utilizzato per i cittadini della Turchia”.

Secondo la Commissione europea, la Turchia “ha iniziato bene” nel frenare i flussi degli immigrati, con gli arrivi settimanali in Grecia che, agli inizi di febbraio, sono scesi a 8.002 unità dalle 27.069 unità di metà dicembre. Tuttavia, il numero è tornato a salire a fine febbraio a 17.730 unità.

Posizione imbarazzante, quella dell’Unione europea, che si trova costretta a finanziare la Turchia del presidente Erdogan, nonostante le ripetute violazioni di diritti dei civili da parte di Ankara. Ma ormai in Europa il panico per la crisi dei migranti si intensifica.

Il presidente francese Francois Hollande ha tenuto a precisare, con una nota che è stata diffusa dopo il summit di ieri, che l’accordo che sta emergendo tra la Turchia e l’Ue non è un sostegno alle pratiche di Erdogan, relative alla gestione dei diritti civili. Hollande ha detto:

“La cooperazione con la Turchia non significa accettare tutto dalla Turchia”.

I leader dell’Unione europea, a questo punto, tenteranno di giungere a un accordo con la Turchia in occasione del prossimo summit, in calendario il 17 e il 18 marzo. 

La proposta di Ankara, accordata con Merkel e il premier olandese Mark Rutte alla vigilia del summit, è arrivata come una sorpresa per gli altri leader europei. Un funzionario si chiesto se il disegno sia “possibile sia da un punto di vista legale che logistico”, mentre un altro diplomatico ha sottolineato che sarebbe “ingenuo” credere che un piano così complesso possa essere oggetto di un’intesa così veloce.

Alla fine del summut, il numero uno del Consiglio europeo Donald Tusk ha detto:

“I giorni dell’immigrazione irregolare verso l’Europa sono finiti”.

 

(Immagine: Bloomberg)

Tra gli ostacoli all’approvazione della proposta, si è messo in evidenza soprattutto il premier ungherese Viktor Orban, che ha posto il veto sul meccanismo di reinsediamenti dalla Turchia.

Perplessità molto forti anche da Cipro. Il premier Matteo Renzi, così come anche il premier britannico David Cameron, ha sollevato la questione della libertà di stampa al pranzo col premier turco Ahmet Davutoglu, chiedendo un riferimento nelle conclusioni del summit, minacciando altrimenti un veto.

Così il premier Renzi:

“Noi siamo ben felici se la Turchia prosegue il cammino verso l’Ue, ma proseguire il cammino significa abbracciare i valori costitutivi dell’Ue, tra cui la libertà di stampa, che è un cardine, un valore fondamentale”. Sull’accordo di principio, Renzi ha parlato di “un passettino in avanti sulla questione dei migranti che arrivano dalla Turchia”, precisando che “ci sarà ancora molto da lavorare e discutere, ma finalmente l’Europa si sta rendendo conto di quanto sia gravissima questa vicenda”.

Conrinuando:

Noi italiani queste cose le tocchiamo con mano da anni” e “io ho fatto il gesto simbolico di regalare a tutti i leader dell’Ue il Dvd di “Fuocoammare”, il film (di Gianfranco Rosi, ndr) che ha vinto l’Orso d’oro a Berlino, un grande reportage, un segnale del fatto che le discussioni a cui tutti i paesi sono arrivati ora, noi le conoscevamo già”. Per finire: “Piano piano, un pezzettino alla volta ci arriviamo. Il Mediterraneo è centrale, e oggi la tregua in Siria è importante: con Cameron, Merkel e Hollande abbiamo visto il premier turco Davutoglu per spingerlo a lavorare insieme. Sarebbe un fatto fondamentale che questa tregua in Siria segnasse un ulteriore passo avanti verso la pace, ma questo non toglie nulla a centralità della questione del Nordafrica e del Mediterraneo”.