Borsa Milano tiene, corre FCA. Wall Street vira in rosso

17 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Prosegue l’effetto Fed sui mercati azionari. Borsa Milano resta in territorio positivo sul finale ma con guadagni ridotti. Il listino Ftse MIB ha chiuso in rialzo dell’1,48% sotto i massimi di giornata. Tra i singoli si mette in luce FCA, che viene favorita dalle rassicurazioni della banca centrale americana sullo stato dell’economia Usa, dove, in questa fase, il gruppo realizza buona parte dei margini.

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread tra Btp e Bund decennali è in lieve rialzo attorno a 101 punti base. Sono tutti gli effetti della mossa della banca centrale americana. Pur prendono una decisione storia, la chiave di lettura che è piaciuta ai mercati è che il braccio di politica monetaria non si è sbilanciato – anche perché l’inflazione è bassissima e il contesto esterno critico – annunciando che il ciclo di strette sarà graduale.

Positiva è stata fin dalla primissima mattina la performance dell’azionario. Guadagni si sono visti in tutta la regione Asia-Pacifico, sulla scia delle rassicurazioni arrivate da Janet Yellen, numero uno della Fed che, dopo l’annuncio del primo rialzo dei tassi sui fed funds in quasi 10 anni, ha enfatizzato come l’adozione della politica monetaria restrittiva sarà lenta e graduale. Wall Street ha aperto in rialzo, estendendo i guadagni di ieri, ma poi ha fatto dietrofront.

Sullo sfondo incide la convinzione, tra gli investitori, che l’economia americana sia abbastanza forte da far fronte a un costo del denaro più elevato, anche in un contesto in cui la crescita dell’inflazione rimane ben al di sotto dei target della Banca centrale Usa.

La decisione della Fed pone fine all’era dei tassi a zero e a quelle misure di politica monetaria espansive senza precedenti che hanno portato Wall Street in un mercato toro per 6 anni e mezzo, incrementando così il valore dell’azionario di $15.000 miliardi.

Così Chris Greeb, strategist presso First NZ Capital Group, in un’intervista rilasciata a Bloomberg:

“C’è un senso di sollievo, per il fatto che i tassi sono stati finalmente alzati. Si tratta di un fattore positivo, in termini di sentiment di mercato, visto che rimuove dagli argomenti di discussione la questione del rialzo dei tassi. Ora la domanda è: quanto sarà graduale il processo di normalizzazione e su quali asset il rischio è presente?“.

Gli investitori scopriranno infatti quali titoli azionari, ma anche quali bond e altri asset riusciranno a dare valore, anche senza il salvagente della liquidità lanciato dalla Fed. Nel caso specifico dell’azionario, la storia suggerisce che le conseguenze immediate di una stretta monetaria da parte della Fed sono un aumento della volatilità e valutazioni più basse. Ciò significa che a sostenere i corsi azionari sono gli utili aziendali e l’economia.

La Fed ha avviato il ciclo di politica monetaria restrittiva in un momento in cui i profitti aziendali scendono: una combinazione che non si presentava da 50 anni. E che secondo gli strategist di Bank of America non vuol dire nulla di buono per le prospettive degli asset di Borsa nel 2016.

Riguardo al rapporto di cambio euro/dollaro, il biglietto verde si è apprezzato nei confronti della moneta unica che, dopo una veloce escursione al di sopra della soglia di $1,10, è tornata a essere scambiata sotto $1,09. L’euro accelera al ribasso stamattina, cedendo oltre mezzo punto percentuale, e viaggiando attorno a quota $1,0860. Il dollaro guadagna anche sullo yen con il cross che supera quota JPY 122. Euro venduto sullo yen, in area JPY 132.

Performance al rialzo per il Bloomberg Dollar Spot Index – che monitora il trend della valuta nei confronti delle dieci principali monete -, reduce da un guadagno +9,2% nel 2015.

Tra le materie prime, prezzi del petrolio in calo a New York sotto quota $35, mentre il Brent cede oscillando attorno alla soglia di $37 al barile.

Tornando ai mercati asiatici, Tokyo ha chiuso a +1,59%, Hong Kong +0,79%, Sidney +1,46%, Shanghai +1,83%, Seul +0,43%.

Occhio al grafico di Royal Bank of Scotland, che ha affermato che la Federal Reserve potrebbe finire un’altra volta con il tagliare i tassi, appena alzati. Come minimo il ciclo di manovre di politica monetaria restrittiva da parte della Fed saranno estremamente miti rispetto al passato. E non ci vorrà molto, prima che da restrittive le manovre tornino espansive. Secondo Amundi, però, difficilmente il rialzo dei tassi avrà un lungo termine.

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Il Liveblog è terminato

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 20158:45

Oscillazioni sul mercato dei Treasuries Usa che, dopo aver inizialmente perso terreno in seguito alla decisione della Fed – che ha alzato i tassi al nuovo range compreso tra lo 0,25% e lo 0,50% – hanno cancellato le perdite nel finale. I tassi con scadenza a 30 anni hanno così ceduto quattro punti base al 2,97%. I tassi a due anni, che hanno testato il massimo in cinque anni dopo l’annuncio della Fed, hanno ridotto i guadagni all’1% circa, mentre i tassi decennali, dopo essere saliti per tre giorni consecutivi, sono scesi di quattro punti base, al 2,26%. Intanto Guy LeBas, responsabile strategist del reddito fisso presso Janney Montgomery Scott, intervistato da Bloomberg, ha reso noto di prevedere tassi decennali Usa al 2,22% a fine 2016. Le stime del sondaggio di Bloomberg sono in media di tassi Usa a 10 anni al 2,75%. 

pipupo 17 Dicembre 20159:23

Finalmente l’attesa è finita

In realtà anche la FED non sa come reagiranno i  mercati in quanto quello che è stato fatto dal 2008 con l’ immissione di tutta quella quantità di denaro è stata qualche cosa di eccezionale che non si era mai visto in passato. 

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201510:20

Positiva la reazione dei mercati emergenti, in crescita per il terzo giorno consecutivo, orientati a concludere la fase rialzista migliore in sei settimane. Nove dei dieci sottoindici dell’MSCI Emerging Markets Index – in ripresa dal minimo in sei anni testato lo scorso lunedì – hanno riportato performance al rialzo. “Wall Street ha interpretato la decisione della Federal Reserve come un segnale positivo, e questo avrà una conseguenza positiva, nel breve termine, anche sui mercati emergenti – ha commentato Paul Christopher, strategist dei mercati globali per Wells Fargo Investment Institute – Il fatto che la Fed agirà in modo graduale sta rassicurando gli investitori sia dei mercati emergenti che avanzati”. 

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201510:23

Prezzi del petrolio ancora sotto pressione dopo che nella giornata di ieri gli Stati Uniti hanno reso noto che le scorte di crude Usa sono balzate al record, in questo periodo dell’anno, dal 1930. Le scorte sono salite a 490,7 milioni di barili, una quantità superiore di più di 120 milioni di barili rispetto a quella che viene considerata la media stagionale degli ultimi cinque anni. Per la prima volta, i futures scambiati a New York sono scesi sotto la soglia di $35. Al momento, la perdita è -1,18% a $35,10, mentre il Brent cede -1,07% a $36,99. Oro -0,33% a $1.068,80. 

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201512:49

Azionario europeo rimane in forte rialzo, e snobba la pubblicazione dell’indice Ifo, che misura le aspettative delle aziende sull’economia della Germania. L’Ifo è sceso a dicembre a 108,7 punti, dai 109 precedenti. Il sottoindice che misura la fiducia sulle “condizioni correnti” è scesa a 112,8 punti, dai 113,4 di novembre.

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201512:51

Ancora sotto pressione il comparto delle materie prime, con l’indice di riferimento stilato da Bloomberg, che viaggia sui minimi degli ultimi 17 anni; sotto pressione il rame, lo zinco, e il petrolio. Il Bloomberg Commodity Index viaggia attorno a 76,70, e si avvicina al minimo storico di 74,24. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201512:57

Il rafforzamento del dollaro successivo al rialzo dei tassi da parte della Fed provoca l’indebolimento delle altre valute, in particolare della sterlina. D’altronde, ora il dollaro è più appetibile, in quanto offre un ritorno maggiore. La sterlina cede così -0,5% e si attesta al minimo in due settimane, a $1,4925. A tal proposito Kit Juckes, esperto di forex a livello globale presso Société Générale, ritiene che proprio il timore di un dollaro troppo forte potrebbe indurre la Fed a muoversi più lentamente nel rialzo dei tassi, nel corso del 2016. “Se la Fed alzerà i tassi dell’1% l’anno prossimo – in linea con quanto sembrano implicare le stime del Fomc – il dollaro sarà più forte in modo significativo entro il 2016”. The pound vs the US dollar 

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201512:59

Focus sull’analisi degli analisti di Royal Bank of Scotland. La banca presenta un grafico che mette in evidenza come i mercati prevedano che la Fed alzerà i tassi molto più lentamente che in passato. E che “non ci vorrà molto tempo prima che le manovre restrittive ridiventino di nuovo espansive”.RBS research

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201513:01

RBS lancia anche un avvertimento sull’impatto che un rialzo aggressivo dei tassi da parte della Fed potrebbe avere sui mercati emergenti, considerati gli altri livelli di debiti che questi ultimi hanno contratto negli ultimi anni. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201513:03

Sentiment positivo anche a Wall Street, dove il Dow Jones Industrial, secondo IG, dovrebbe aprire in rialzo di 58 punti. U.S.-NEW YORK-STOCKS-NYSE
17 Dec 2015, New York State, USA --- (151216) -- NEW YORK, Dec. 16, 2015 (Xinhua) -- Pedestrians walk in front of the New York Stock Exchange (NYSE), in New York, the United States, on Dec. 16, 2015. U.S. stocks rallied for the third straight day Wednesday, as the U.S. Federal Reserve decided to raise interest rates for the first time in nearly a decade. The Dow jumped 1.28 percent, and the S&P 500 leapt 1.45 percent, while the Nasdaq soared 1.52 percent. (Xinhua/Wang Lei) --- Image by © Wang Lei/Xinhua Press/Corbis

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201513:05

Come dimostra il seguente grafico, i tassi di interesse Usa rimangono a livelli storicamente bassi e ” da depressione”, come fa notare Bank of America Merrill Lynch. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201513:08

Buone notizie dal fronte economico del Regno Unito, con le vendite al dettaglio di novembre che sono salite +1,7% su base mensile, decisamente meglio del +0,6% atteso, e in crescita +5% su base annua.  Grandi acquisti sono avvenuti via Internet nel giorno del Black Friday,

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201514:47

Tonfo del peso argentino, dopo la decisione del governo di porre fine ai controlli sul mercato valutario e dunque al cambio fisso dollaro/penso, al fine di rivitalizzare l’economia.Con l’ex presidente Cristina Kirchner il cross era pari a 9,78. Immediate le conseguenze sulla valuta argentina, che crolla fino a -30% a quota 13,9 nei confronti del dollaro, in linea tra l’altro con il valore sul mercato nero. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201514:54

Futures Usa positivi, si allineano al trend di generale propensione al rischio dopo che la Fed ha garantito che il processo di rialzo dei tassi sarà graduale. I contratti sul Dow Jones salgono +48 punti (+0,27%), a 17.702. Quelli sullo S&P 500 +4,50 punti (+0,22%), a 2.068,25. Quelli sul Nasdaq +0,43% a 4.677,75 punti. In Europa, gli acquisti sull’azionario stanno portando l’indice di riferimento Stoxx Europe 600 a riportare la fase rialzista più forte in sei settimane. 

Laura Naka Antonelli 17 Dicembre 201514:57

I tassi sui Bund tedeschi a 10 anni sono sotto pressione e scendono di sette punti base allo 0,6%. Si allarga fino a 164 punti base il differenziale con i tassi sui Treasuries Usa. Lo spread a due anni tra tassi Usa e tedeschi si è allargato inoltre a 134 punti base, a un passo dal massimo livello dal 2006. 

Daniele Chicca 17 Dicembre 201517:47

Il listino Ftse MIB ha perso slancio nel finale ma ha chiuso comunque con un solido +1,48% a 21.523,10 punti. Da segnalare il rafforzamento del dollaro e il nuovo calo del petrolio, che sul mercato Wti americano ha violato al ribasso un’altra volta la soglia dei 35 dollari al barile. 

Daniele Chicca 17 Dicembre 201517:53

Il listino Ftse MIB ha perso slancio nel finale, ma ha chiuso comunque con un solido +1,48% a 21.523,10 punti. Sul valutario da segnalare il rafforzamento del dollaro e il nuovo calo del petrolio, che sul mercato Wti americano ha violato al ribasso un’altra volta la soglia dei 35 dollari al barile. Al momento fa -1,72% a 34,91 dollari.

Dopo il rialzo storico dei tassi, Yellen ha rassicurato i mercati insistendo sulla gradualità del ciclo di strette monetarie. Le Borse hanno festeggiato, i bond dei paesi più sicuri continuano a salire di prezzo, mentre le tensioni rimangono per i titoli societari ad alto rischio.

L’indice di volatilità VIX (anche detto “indice della paura”) è così sceso di 3 punti a 17,86, mentre i mercati del credito continuano a mostrare segnali di stress. L’indice dei CDS sui bond ad alto rendimento ha chiuso ieri in rialzo dello 0,4% e a inizio settimana ha toccato anche i massimi di tre anni al 4,7%, dopo il crac del fondo creditizio di Third Avenue.

Daniele Chicca 17 Dicembre 201517:55

Il listino Ftse MIB ha perso slancio nel finale, ma ha chiuso comunque con un solido +1,48% a 21.523,10 punti. Sul valutario da segnalare il rafforzamento del dollaro e il nuovo calo del petrolio, che sul mercato Wti americano ha violato al ribasso un’altra volta la soglia dei 35 dollari al barile. Al momento fa -1,72% a 34,91 dollari.

Dopo il rialzo storico dei tassi, Yellen ha rassicurato i mercati insistendo sulla gradualità del ciclo di strette monetarie. Le Borse hanno festeggiato, i bond dei paesi più sicuri continuano a salire di prezzo, mentre le tensioni rimangono per i titoli societari ad alto rischio.

L’indice di volatilità VIX (anche detto “indice della paura”) è così sceso di 3 punti a 17,86, mentre i mercati del credito continuano a mostrare segnali di stress. L’indice dei CDS sui bond ad alto rendimento ha chiuso ieri in rialzo dello 0,4% e a inizio settimana ha toccato anche i massimi di tre anni al 4,7%, dopo il crac del fondo creditizio di Third Avenue.