Mercati: la reazione al caos dazi e alle elezioni italiane

7 Marzo 2018, di Daniele Chicca

A Wall Street il Dow Jones ha improvvisamente perso più di 400 punti ai minimi di seduta non appena è stata data la notizia delle dimissioni di Gary Cohn, uno dei consulenti economici di più alto profilo della Casa Bianca, in aperta polemica sulla scelta di Donald Trump di imporre dazi alle importazioni di acciaio e alluminio. Stando alle ultime indiscrezioni stampa, Trump aveva chiesto a Cohn, ex di Goldman Sachs ritenuto dai mercati finanziari una delle menti dietro alla strategia economica pro crescita e pro aziende dell’amministrazione a Washington, di appoggiare pubblicamente il suo piano di ostruzione commerciale.

Cohn viene reputato inoltre l’architetto principale della legge di riforma fiscale che, varata l’anno scorso, ha permesso di ridurre la corporate tax al 21% dal 35% e dare una spinta ai mercati azionari. La paura dei mercati è che ora Trump, lanciatosi in una guerra commerciale senza precedenti per gli Stati Uniti, sia libero di imporre ulteriori misure di stampo protezionista. Molti analisti e trader giudicano tale strategia controproducente e una minaccia all’espansione economica. In poche parole da ieri sono aumentate le chance di una guerra commerciale e sul Forex si sentono i primi effetti, con lo yen che sta traendo vantaggio dalla situazione. Per gli analisti di Credit Suisse il dollaro potrebbe scendere anche sotto quota 105 yen. Al mercato non piace l’incertezza e – come nel caso di un possibile caos politico post elettorale in Italia – a essere favoriti saranno con tutta probabilità i beni rifugio come l’oro e la valuta giapponese.

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Daniele Chicca 7 Marzo 201810:18

In Asia e in Europa la parola d’ordine è avversione al rischio: l’azionario è messo sotto pressione dalle dimissioni di Cohn, così come lo sono i futures sui principali indici della Borsa Usa. Cresce la paura di una guerra commerciale globale. L’Ue ha già minacciato ritorsioni contro i dazi che Trump ha promesso di imporre, elencando i prodotti, come le moto Usa, su cui verranno imposte tariffe più alte. Lo yen, l’oro e i prezzi dei Treasuries Usa ne approfittano.

Gli investitori si stanno interrogando sulle implicazioni di una politica sempre più di stampo protezionista dell’amministrazione Trump, mentre aspettano di ricevere novità sulle trattative tra i partiti italiani per la formazione di un governo. I contratti sull’indice S&P 500 cedono più dell’1%. Sul Forex anche l’euro si rafforza sul dollaro, mentre i rendimenti dei Bond scendono. Il won è altrettanto richiesto dopo che la Corea del Nord, che vedrà funzionari sudocoreani ad aprile – sarà la prima volta dal 2011 – ha aperto la porta a un processo di denuclearizzazione.

Daniele Chicca 7 Marzo 201815:56

La Borsa americana paga caro le dimissioni del top advisor economico alla Casa Bianca Gary Cohn, che ha rassegnato le sue dimissioni in aperta polemica con le politiche di stampo protezionista dell’amministrazione Trump. Il Dow Jones, in ribasso in avvio di seduta, ha infatti sperperato tutti i guadagni del 2018 raggiungendo l’S&P 500 nella lista degli indici di Wall Street che hanno un computo negativo nel 2018. Gli investitori temono che la dipartita di Cohn non faccia che lasciare strada libera a Donald Trump nella sua politica di imposizione dei dazi alle importazioni di acciaio e alluminio, cui l’ex di Goldman Sachs si opponeva, aumentando i rischi di una guerra commerciale a tutto campo.

Inoltre Cohn era ritenuto uno degli artefici principali della maxi riforma fiscale Usa che, varata alla fine dell’anno scorso, ha abbassato la corporate tax dal 35% al 21%. Come un titolo viene punito in Borsa quando se ne va un manager apprezzato dai piani alti di un’azienda quotata, allo stesso modo in questo caso i mercati hanno deciso di vendere in seguito all’addio di una persona apprezzata dai trader come Cohn. Il Dow Jones perde l’1,1% a quota 24.600 e ora è in calo dello 0,7% dai primi di gennaio. Nel frattempo l’indice S&P 500 cede lo 0,7% a 2.709 punti (prova negativa dell’1,4% da inizio anno), mentre il paniere composito del Nasdaq lascia sul campo lo 0,6% in area 7.328 (mantenendo comunque un rialzo del 6,1% nel 2018).

The open of Wall Street

Daniele Chicca 7 Marzo 201816:01

Intanto cresce l’attesa per la riunione di domani della Bce. Secondo François Rimeu, Head of Cross Asset e Absolute Return di La Française, Mario Draghi e soci rivedranno leggermente al rialzo le stime di crescita (dal 2,3% al 2,4% ) e di inflazione armonizzata (dall’1,4% all’1,5%) per il 2018. “La revisione non sorprenderà tuttavia il mercato, dal momento che le proiezioni macroeconomiche della Banca centrale sono attualmente al di sotto del consenso”.

“Sappiamo – si legge in una nota – che la BCE agirebbe sul fronte del QE qualora si verificasse un peggioramento dell’outlook, ma non è necessario essere espliciti in un momento in cui la crescita appare molto forte. Un approccio simile potrebbe essere visto come un atteggiamento piuttosto “da falco”.
Non prevediamo l’emergere di nuove informazioni circa l’eventualità che la BCE si fermi all’improvviso a settembre o opti per un rallentamento del ritmo di acquisti mensile dei titoli di Stato durante il quarto trimestre del 2018”.

Non ci aspettiamo nuove informazioni riguardo al significato esatto del “ben oltre la fine del QE” (una recente dichiarazione di Mario Draghi); il mercato è attualmente proiettato verso un orizzonte di 6 mesi.

Daniele Chicca 7 Marzo 201816:15

Intanto cresce l’attesa per la riunione di domani della Bce. Secondo François Rimeu, Head of Cross Asset e Absolute Return di La Française, Mario Draghi e soci rivedranno leggermente al rialzo le stime di crescita (dal 2,3% al 2,4% ) e di inflazione armonizzata (dall’1,4% all’1,5%) per il 2018. “La revisione non sorprenderà tuttavia il mercato, dal momento che le proiezioni macroeconomiche della Banca centrale sono attualmente al di sotto del consenso”.

“Sappiamo – si legge in una nota – che la BCE agirebbe sul fronte del QE qualora si verificasse un peggioramento dell’outlook, ma non è necessario essere espliciti in un momento in cui la crescita appare molto forte. Un approccio simile potrebbe essere visto come un atteggiamento piuttosto “da falco”. Non prevediamo l’emergere di nuove informazioni circa l’eventualità che la BCE si fermi all’improvviso a settembre o opti per un rallentamento del ritmo di acquisti mensile dei titoli di Stato durante il quarto trimestre del 2018″.

“Non ci aspettiamo nuove informazioni riguardo al significato esatto del ‘ben oltre la fine del QE; (una recente dichiarazione di Mario Draghi); il mercato è attualmente proiettato verso un orizzonte di sei mesi”, spiega sempre Rimeu.

Daniele Chicca 7 Marzo 201817:42

Wall Street sta lentamente recuperando terreno dopo le perdite fatte segnare in avvio. Il Nasdaq scambia in territorio positivo, per esempio (+0,04% a quota 7.374,93), risollevandosi dai minimi di giornata toccati a quota 7.311. L’S&P 500 scambia ancora in calo ma ben sopra i minimi giornalieri (-0,24% in area 2.721 dopo aver testato i minimi di seduta a 2.704,18 punti. Il Dow Jones è quello con la performance peggiore di tutti e tre gli indici principali, ma il meno 0,37% in area 24.792 è comunque una prova migliore di quella fatta registrare quando il paniere delle blue chip scambiava sui minimi intraday di 24.571,50 punti.

Daniele Chicca 7 Marzo 201817:43

Piazza Affari chiude la seduta di oggi in rialzo. Il Ftse Mib guadagna oltre l’1%. Guidano il rialzo Recordati, Italgas e Brembo. Positivi anche Poste Italiane e Moncler. In calo invece Cnh Industrial, Buzzi Unicem e Tenaris.

Daniele Chicca 7 Marzo 201817:45

Sul fronte macro, le scorte di petrolio settimanali Usa sono cresciute di 2,4 milioni di barili, una cifra inferiore a quella attesa dagli analisti in media (+2,2 milioni). I dati comunicati dall’agenza di Energia ’EIA sulle scorte di greggio negli Stati Uniti evidenziano anche, nell’ultima settimana, un calo delle scorte di benzina per 800mila barili, contro l’incremento previsto dagli analisti di 500 mila unità.