Mattarella: “Voto inconcepibile senza legge elettorale”. Renzi-bis?

7 Dicembre 2016, di Laura Naka Antonelli

“E’ inconcepibile indire elezioni prima che le leggi elettorali di Camera e Senato vengano rese tra loro omogenee”. Questa è la posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo quanto riportato dall’Huffington Post.

“Il risultato del referendum ha confermato un Parlamento con due Camere, regolate da due leggi elettorali profondamente differenti, l’una del tutto proporzionale, l’altra fortemente maggioritaria con forti rischi di effetti incompatibili rispetto all’esigenza di governabilità, riporta il sito.

Mattarella avrebbe dunque intenzione di evitare il voto almeno fino a quando non ci sarà una legge elettorale. E, a tal proposito, nella giornata di ieri la Corte costituzionale ha fissato per il 24 gennaio 2017 la discussione sulle eccezioni di costituzionalità sollevate sull’Italicum, provocando subito l’ira di Matteo Salvini che, riferendosi alla data, ha così commentato:

“Si prende un altro mese e mezzo, una follia”.

Il presidente della Repubblica avrebbe  tutta l’intenzione di procedere verso la formazione di un nuovo governo, che punti a un accordo sulla legge elettorale.

Dunque, dopo l’ok lampo alla manovra e alle dimissioni ufficiali di Matteo Renzi – rimandate proprio per dare la precedenza alla legge di bilancio – già tra la giornata di domani, giovedì, e di venerdì, il Colle darà il via alle consultazioni con i leader di partito.

Tra domenica e lunedì, secondo le fonti, dovrebbe essere già pronto il nome del nuovo presidente del Consiglio.

Renzi starebbe intanto valutando diverse opzioni, con La Stampa che riporta che spunta anche l’ipotesi di un Renzi bis.

Così il premier starebbe pensando: “Governo con tutti o le urne”.

E Il Corriere spiega:

“L’ultima carta giocata dal premier dimissionario Matteo Renzi — stoppato dal Quirinale e dalla Consulta sulla strada delle «elezioni subito» — è quella di un «governo di responsabilità nazionale» che abbia il sostegno di tutti i partiti, compresa la Lega e il M5S. Una sorta di «dentro tutti» che, alle orecchie dei non renziani, suona come una mossa tattica per prendere tempo. Un «no» secco arriva subito dal M5S e da Forza Italia, che chiede di varare prima la legge elettorale”.

Oltre al voto sulla manovra  – con il ministro Maria Elena Boschi che ha posto la fiducia – oggi in calendario c’è la riunione della direzione del Pd.