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Borsa Milano sui minimi di due anni e mezzo: panico, “puntate sul cash”

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MILANO (WSI) – Dopo un avvio di seduta positivo, Borsa Milano è tornata in fretta preda delle vendite, con il Ftse Mib che ha anche bucato la soglia psicologica dei 16.000 punti, scivolando ai minimi da due anni e mezzo. Le perdite sono superiori ai tre punti percentuali. Un trader interpellato da Reuters ha parlato apertamente di ‘panic selling’, scatenatosi per l’appunto dopo la rottura del supporto di 16.200-16.000 punti dell’indice milanese.

Il resto delle Borse europee si muove leggermente meglio anche se il morale degli investitori è sotto le scarpe. L’indice di riferimento Eurostoxx 600, dove sono quotate le 600 maggiori aziende d’Europa, ha chiuso in calo dell’1,5% testando i minimi di sedici mesi. Le piazze finanziarie europee sono in calo di oltre il 25% da inizio anno, un bagno di sangue.

Alle paure sul rallentamento della ripresa mondiale, complice la frenata di Cina ed emergenti, si uniscono i timori sulla tenuta delle banche europee. Focus sulla nota degli strategist di Deutsche Bank, che hanno affermato che le preoccupazioni sulle condizioni di salute dei mercati del credito stanno contagiando l’azionario e che un eventuale allargamento degli spread di 200 punti base potrebbe scatenare perdite ulteriori fino a -8% per le azioni, con le banche che pagherebbero il prezzo più alto.

Sono sempre i cali delle banche a mettere sotto pressione gli indici di Borsa. Intervistato da Bloomberg Guillermo Hernandez Sampere, responsabile di MPPM EK a Eppstein, in Germania, afferma:

“La volatilità sta diventando molto elevata. E’ necessario che gli investitori aumentino la componente cash e siano attenti nel caso in cui intravedano opportunità di acquisto. Un rally di natura tecnica potrebbe facilmente tornare a essere venduto. La calma non terà presto”.

In Asia, dove le borse di Cina e Taiwan rimarranno chiuse per l’intera settimana per i festeggiamenti del Capodanno Lunare, si è messo in evidenza il crollo della borsa di Tokyo, con l’indice di riferimento Nikkei 225  -5,40% a 16.085,44 punti. Dollaro/yen al minimo da novembre del 2014. E per la prima volta in assoluto i tassi decennali dei titoli di stato del Giappone sono scesi al di sotto dello zero, attestandosi dunque a valori negativi.

E’ caccia ai beni rifugio: si acquistano così gli asset che vengono considerati più sicuri, come yen, bond giapponesi, Bund e oro Nelle contrattazioni precedenti, i futures sull’oro hanno superato anche quota $1.200 per la prima volta dallo scorso giugno. L’oro ha anche riportato il miglior giorno di trading dal dicembre del 2014.

Sul mercato dei cambi, l’euro che ieri aveva bucato al ribasso la soglia di $1,11, torna a oscillare sopra l’area di $1,12.

In ambito di reddito fisso, i fari tornano a essere puntati sullo Spread tra Btp e Bund, che ieri è salito oltre a 148 punti base. Tassi sui BTP decennali sopra l’1,71%; in rialzo oggi anche i tassi sui Bund tedeschi, al minimo dello 0,24%. I titoli tedeschi decennali sono considerati, insieme all’oro, tra i beni rifugio per eccellenza.

I prezzi del petrolio hanno azzerato i guadagni e anche questo andamento ha contribuito a deprimere il morale degli investitori di borsa. Il future sul WTI è ritornato a viaggiare sotto quota $30, mentre il Brent anche se in calo si mantiene sopra i $32 al barile.

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