Manovra 2020, Gualtieri assicura: “Non sarà restrittiva”. Rispunta l’unione Imu e Tasi

20 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

Ufficialmente aperto il cantiere della legge di bilancio 2020 e, assicura il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, quella in arrivo non sarà una manovra restrittiva.  Il titolare del dicastero di via XX settembre, parlando da Helsinki, in occasione dell’Ecofin, ha sottolineato che l’Italia può far affidamento su circa 10 miliardi di flessibilità che Bruxelles sembrerebbe disposta a concedere.

Dieci miliardi da sommare a circa 5 miliardi di euro derivanti da risparmi aggiuntivi da Reddito di cittadinanza e quota 100. In questo tesoretto a disposizione dello Stato, entrerebbe anche la minor spesa per interessi, grazie all’abbassamento dello spread Btp-Bund, che secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio produrre risparmi per 1,9 miliardi nel 2020.
Altre risorse potrebbero arrivare alla lotta all’evasione fiscale, in primis dall’obbligo della fattura elettronica, che potrebbe favorire un maggiore recupero di Iva evasa. In ogni caso all’appello mancano circa 15 miliardi di euro da reperire tra tagli di spesa, revisione delle agevolazioni fiscali e lotta all’evasione, come lo stesso Premier Giuseppe Conte ha sottolineato nel corso del suo incontro con i sindacati nei giorni scorsi.

Tra le misure che potrebbero entrare nella prossima manovra di bilancio 2020, rispunta l’ipotesi di unificare Imu e Tasi. Le due imposte sulla casa hanno diversi aspetti in comune: non si pagano sull’abitazione principale che non sia di lusso o di pregio, seguono le medesime regole per quanto riguarda il calcolo (base imponibile rivalutata del 5% e applicazione di specifici coefficienti a seconda della categoria catastale dell’immobile) nonché hanno le stesse scadenze, l’acconto il 16 giugno e il saldo a conguaglio il 16 dicembre.  Da qui l’idea avanzata dalla Lega nel precedente governo di accorpare le due imposte in nome della semplificazione fiscale.