M5S-Pd: prove di governo. Esplode rabbia elettori

25 Aprile 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito al Presidente della Camera, il pentastellato Roberto Fico l’incarico di sondare il terreno per un possibile accordo tra M5S e Pd per formare un governo. Da qui è montata la rabbia all’interno del Movimento Cinque Stelle.

“Ritorniamo al vaffa e ci prendiamo il 50% (…) La più grande cazzata dopo il week-end è questa qui (storpiando una famosa canzone di Jovanotti). Sono contrario a qualsiasi accordo con il Pd e se il Pd dovesse dire di si io andrò via e mi tessererò con la Lega”.

Questi alcuni dei commenti al vetriolo che i militanti del M5S hanno espresso via social su un possibile accordo con il Partito democratico.

“Sono passati circa 50 giorni, abbiamo provato in tutti i modi e in tutte le forme a trovare un contratto di governo con Salvini, ma Matteo Salvini e la Lega hanno deciso di condannarsi all’irrilevanza per rispetto del loro alleato invece di andare al governo nel rispetto degli italiani. È chiaro che un governo del centrodestra non è più un’ipotesi percorribile, gli unici che non l’hanno capito sono forse proprio loro ma dopo il fallimento del mandato di Casellati quell’ipotesi tramonta del tutto”.

Così Luigi Di Maio al termine dell’incontro con Fico e poi ha esternato un’apertura al Pd, con cui ci sono profonde differenze.

“Ma se riusciremo a mettere al centro l’interesse nazionale, sui temi ci siamo e l’abbiamo sempre detto. (…) Se fallisce questo percorso per noi si deve tornare al voto non sosterremo nessun altro governo, tecnico, di scopo o del presidente. Abbiamo 338 parlamentari e con questa forza un partito deve dare un governo del cambiamento del Paese. Ovviamente con 338 parlamentari non può esistere opposizione: o si va al governo o si torna al voto (…) qualsiasi contratto sarà sottoposto al voto degli iscritti della piattaforma Rousseau”.