Libia: Usa conta su Italia. Ma esperto: “capacità militare non sufficiente”

29 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Libia, prossimo palcoscenico del teatro globale della guerra. Ormai un intervento militare è sempre più imminente e ci si interroga su quale sarà il ruolo che giocherà l’Italia. Durante la notte il presidente Usa Barack Obama ha concovato i membri del Consiglio di Sicurezza Nazionale per, stando a quanto recita un comunicato, “distruggere” l’ISIS e valutare la minaccia che l’organizzazione terroristica rappresenta in Libia.

Previsto per oggi un altro incontro con il segretario alla Difesa Ashton Carter. Il tutto lascia pensare che ben presto sarà annunciato un intervento militare globale nel paese.

Rispondendo a una domanda Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca ha chiaramente parlato dell’importanza del ruolo dell’Italia:

“Paesi come l’Italia hanno esperienza in quella parte del mondo. E noi attingeremmo alle loro risorse, le loro capacità, per portare avanti i nostri obiettivi in quella regione del mondo”. “.

Già nella giornata di mercoledì, Peter Cook, portavoce del Pentagono, aveva affermato che gli Stati Uniti hanno già inviato “un numero ridotto di personale militare” in Libia, al fine di “avviare contatti con le forze locali per avere un quadro più chiaro su quanto sta esattamente accadendo nel paese”. Cook aveva ammesso che gli Usa stavano considerando l’idea di considerare “opzioni militari”.

Qualche ora prima lo stesso ministro della Difesa Roberta Pinotti aveva rilasciato una intervista al Corriere della Sera, affermando che:

“non c’ è dubbio che alcuni sviluppi vadano seguiti con attenzione: alcune sconfitte di Daesh in Iraq possono infatti spingere lo Stato Islamico a fare della Libia un nuovo fronte, mentre si registra il tentativo, spesso più simbolico che di sostanza, da parte dei jihadisti di avanzare verso nuovi territori dalle zone di Sirte e dintorni, dove Daesh è stata finora concentrata. Il tempo sicuramente stringe”. Precisando che in ogni caso “ci muoveremo, ma insieme ai nostri alleati”.

Parlando del ruolo dell’Italia Carlo Jean, generale e analista militare, in una intervista pubblicata su Sussidiario.net, ha tuttavia affermato che:

“nell’attuale scenario la potenza militare dell’Italia conta ben poco, sia perchè non ha la capacità militare per poter incidere veramente sul terreno, sia perchè dal punto di vista politico il nostro Paese è diviso e non può esprimere una chiara volontà politica”. E rispondendo alla domanda del giornalista sul significato dell’appello lanciato dalla Nato all’Italia, affinché non tagli la spesa militare, Jean ha risposto che il messaggio indica che “l’Italia sta perdendo ogni capacità di proiezione di potenza”.