Lettera-ultimatum della Bce a Mps. Nuova tegola sui risparmiatori?

4 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

SIENA (WSI) – Alla vigilia del referendum sulla Brexit, tenutosi lo scorso 23 giugno, è arrivata a Siena la missiva targata Bce a Mps, in cui la Banca centrale guidata da Mario Draghi chiede alla banca senese di smaltire 10 miliardi di sofferenze accumulate. Una lettera, con la fissazione di date entro cui Mps deve rispondere e presentare un piano, che sa di vero e proprio ultimatum.

Monte dei Paschi presenti al più presto un piano triennale per riportare a livello fisiologico la percentuale dei crediti in sofferenza della banca”.

Il compito dei banchieri guidati da Fabrizio Viola, ad del Monte dei Paschi di Siena è tracciare una road map per smaltire almeno dieci miliardi di euro di sofferenze lorde. Secondo la Bce, Mps deve mettere a punto un piano per smaltire tali sofferenze che sia più aggressivo rispetto all’attuale piano industriale.

L’istituto guidato da Fabrizio Viola dovrà rispondere alla missiva-ultimatum, in cui si chiede di fornire per ottobre anche un piano per ridurre il peso degli NPL sui crediti totali al 20% nel 2018, entro l’8 luglio, un’operazione nè semplice nè tantomeno indolore come spiega un articolo di Repubblica.

“Vendere più cattivi crediti però non è semplice né indolore. Poiché Mps li valuta in bilancio in media il 39% del loro valore nominale, mentre sul mercato un euro di sofferenze si compra in media a 20 centesimi, ripulire per bene i libri potrebbe generare un ammanco di capitale fino a 3 miliardi, il triplo della capitalizzazione di Borsa (siamo a 1,12 miliardi dopo la perdita del 69% da gennaio). Ma per la “cabina di regia” romana che in queste ore cerca di salvare il salvabile, i soci Mps non sono più il problema, benché anche il Tesoro abbia un 4%”.

A destare maggiore preoccupazione sono gli obbligazionisti, visto che l’istituto di Rocca Salimbeni ha emesso anni fa molti bond bancari anche di tipo subordinato.

Preoccupa così la sorte di circa 60mila investitori al dettaglio che hanno in portafoglio quasi 5 miliardi in subordinati Mps, carta che potrebbe deprezzarsi pesantemente se le autorità di vigilanza decidessero di chiamare la risoluzione della banca, perché ritenuta non più solida. Insomma, dopo la vicenda delle quattro banche Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara, si aggira in Italia un nuovo spettro bail-in.

Intanto la notizia della lettera della Bce ad Mps fa crollare il titolo alla Borsa di Milano dove in avvio di seduta perde il 7,5% e torna a toccare i suoi minimi storici sotto 0,35 euro. Il titolo Mps viene sospeso anche per eccesso di ribasso e nei minimi di seduta crolla anche -9% circa, condizionando la performance di Piazza Affari.

Così Mps in una nota:

I parametri sul calo dei crediti deteriorati contenuti nella lettera inviata dalla Bce, “sono in linea con gli obiettivi di un programma di specifiche azioni, recentemente approvato dai competenti organi di Mps e contestualmente sottoposto alle valutazioni della Bce, finalizzato all’incremento dell’importo delle dismissioni di non performing loans già previsto nel piano industriale 2016/2018”. Mps continua affermando che nella ‘bozza’ di decisione di Francoforte viene anche richiesto di fornire alla Bce entro il prossimo 3 ottobre 2016 un piano che definisca quali misure possano essere adottate dalla Banca per ridurre il rapporto tra il totale dei non performing loans ed il totale dei crediti (NPL ratio) al 20% nel 2018. La Banca ha comunque avviato immediatamente le interlocuzioni con la Banca Centrale Europea al fine di comprendere l’esatta portata di tutte le indicazioni contenute nella bozza di decisione e di presentare le proprie deduzioni al riguardo in vista della decisione finale, la cui emissione e’ prevista entro la fine del mese di luglio 2016.