Legge di bilancio: Goldman Sachs scettica, vede tensioni lato Spread

25 Settembre 2018, di Daniele Chicca

Anche con un accordo imminente sulla legge di bilancio, che dovrebbe portare il deficit massimo all’1,9% del Pil secondo le ultime indiscrezioni stampa, Goldman Sachs rimane scettica. Lo strategist della banca americana George Cole ha avvertito in una nota ai clienti che il premio extra che gli investitori continuano a chiedere per detenere titoli del debito italiano rispetto alla controparte tedesca ancora per un po’ di tempo non scenderà ancora per un po’ di tempo sotto i livelli di maggio.

Da fine maggio, periodo in cui l’Italia ha attraversato una crisi istituzionale molto profonda, senza precedenti dal Dopoguerra, lo Spread tra Btp e Bund decennali si è allargato fino a sfiorare i 300 punti base. Al momento scambia intorno ai 240 punti base e secondo l’analista Cole sul breve è destinato a rimanere sopra quota 200. sarà

Questo anche se la coalizione si governo si impegnerà con il DEF 2019 – da presentare entro giovedì 27 settembre – a tenere per tutto il 2019, il rapporto deficit Pil sotto il 2% per tranquillizzare gli investitori e le autorità europee.

Nello specifico, per quanto riguarda il mercato obbligazionario italiano Cole vede prospettive negative sul medio termine, per via dell’espansione fiscale all’orizzonte e per l’indebolimento degli indicatori di alta frequenza in Italia. I rendimenti dei Btp scenderanno di livello ma solo di poco e momentaneamente, secondo le stime dello strategist.

Se il deficit viene in effetti fissato all’1,8-1,9% come sembra che sia e come stabilisce il modello di previsione di Goldman Sachs, lo spread tra Btp e Bund decennali potrebbe restringersi a 210 punti base, ma sarà molto difficile – scrive sempre Cole -che vada al di sotto della soglia dei 200 punti base, dove si trovava a maggio.

Detto questo, il principale fattore trascinante del sentiment dei mercati rimarrà la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Con le trattative congelate tra le due prime economie al mondo, i mercati faranno fatica a rafforzarsi. Dopo l’imposizione di dazi da parte degli Usa e la controffensiva cinese, Pechino ha deciso di interrompere i negoziati. Bloomberg ora vede una “guerra commerciale dannosa e prolungata tra le due nazioni.