Politica monetaria: banche centrali ammettono la sconfitta

22 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Le munizioni per scongiurare il peggio stanno per finire. Ad ammetterlo, con una dichiarazione arrendevole ma coraggiosa allo stesso tempo – finora né la BCE né la Federal Reserve hanno messo in dubbio l’efficacia delle manovre straordinarie adottate – è la Banca centrale di Svezia. Oltre a quella della Danimarca.

Nelle minute relative all’ultimo meeting della Riksbank, rese note oggi, il vice governatore Martin Floden lo ha detto:

La Riksbank si sta avvicinando a quel limite in corrispondenza del quale non potrà più tagliare i tassi senza che ci sia un impatto inferiore (sull’economia) o senza che si manifesti qualche problema. (…) Sta diventando sempre più difficile utilizzare gli strumenti di politica monetaria (…) ed è probabile che i tagli dei tassi di interessi non avranno più un pieno impatto sui tassi sui prestiti erogati alle famiglie e alle aziende”.

La disperazione, tuttavia, è tale, che nelle minute della Riksbank si legge anche che:

“Il Consiglio direttivo è stato unanime nel ritenere che sia importante essere molto preparati per rendere la politica monetaria ancora più espansiva”.

Ancora più preoccupanti i toni dello stesso governatore della banca centrale danese, Lars Rhode, che ha affermato che la politica monetaria ha raggiunto i propri limiti.

“Siamo arrivati al punto in cui la politica monetaria non ha più un forte impatto complessivo. Esiste un limite a quanto possiamo fare ancora“.

Di seguito, il grafico di Bloomberg sui tassi negativi, ormai non più una eccezione nel mondo.