Lavoro Francia: primi dati confortanti, ma Hollande frena

29 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

PARIGI (WSI) – Mancata ripresa dell’economia e progetti in panne. Anche la Francia, secondo Les Echos avrebbe bisogno di una riduzione della tassazione su imprese e famiglie. Le Monde, vicino ai socialisti di Hollande, parla di scivolone del Presidente, che ha voluto frenare l’entusiasmo dopo gli ultimi dati sul lavoro, che hanno evidenziato un calo della disoccupazione.

Il Ministro del Lavoro ha presentato ieri cifre positive, ma l’inversione sperata della disoccupazione potrebbe arrivare più tardi della fine dell’anno, scadenza temporale prevista dall’Eliseo.

Il capo di Stato Francois Hollande ha detto che i numeri potrebbero essere ingannavoli, dal momento che non tutte le categorie hanno beneficiato di un miglioramento.

Si parla di 20.500 disoccupati in meno con il numero di persone in cerca di lavoro (categoria A di Pôle Emploi) che è calato dello 0,6% in ottobre.

I problemi sono due: le persone che fanno capo alle categorie B e C, che raggruppano i francesi che fanno domanda di lavoro a tempo parziale, sono saliti di molto – del 3,7 e 4% rispettivamente.

E nel complesso le cifre hanno visto un aumento dello 0,8%, pari a 40.000 persone disoccupate. Resta da sapere come interpretare i risultati. Si tratta di “disoccupati a tempo pieno” che hanno trovato un lavoro a tempo parziale o si tratta di nuovi ingressi sul mercato del lavoro che non hanno trovato altro che un lavoro precario? O forse degli ex lavoratori a tempo pieno che sono passati al part time volontariamente?

Il ministro del Lavoro vede il bicchiere pieno, il presidente preferisce invece non prendere rischi e vede il bicchiero vuoto, vedendo «un segno di riprese dell’attività. “Nei prossimi mesi la sfida sarà trasformare queste posizioni ridotte in lavori più duraturi”.

Secono Eric Heyer, economista dell’OFCE contatto da Liberation, «è difficile essere formale in questo tema, ma sembra che abbiamo piuttosto a che fare con dei trasferimenti dalla categoria A alla categoria B e C, per dei contratti troppo corti, di un giorno o di una settimana.

Sul fronte del Pôle Emploi, gli economisti evocano allos tesso tempo l’impatto positivo dei contratti temporanei e delle vendemmie d’autunno.

Il risultato spiega il tono prudente di Hollande nel presentare i dati ieri – così prudente che ha lasicato intendere a una rinuncia definitiva all’obiettivo della riduzione del tasso di disoccupazione prima della fine dell’anno.