JP Morgan: prima della tempesta puntate su cash e oro

12 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Per dimensioni e intensità la recessione che stiamo per vivere si può paragonare alla grave crisi economica del 2008. Per questo motivo secondo lo strategist Marko Kolanovic, la cui innata capacità di anticipare i movimenti di mercato a breve inizia a destare qualche sospetto, tanto sono accurate le sue previsioni, l’unico modo per mettere al sicuro i propri risparmi è andare ‘all-in’ in beni come cash, oro e indice della volatilità Vix.

Il consiglio di investimento numero uno dell’analista di JP Morgan è quindi quello di non fidarsi delle strategie che si basano sul ‘momentum’, bensì rimanere razionali e comprare i beni più sicuri. Visto il successo di Bund e oro (balzato sopra 1.255 dollari l’oncia ieri) nelle ultime sedute, il consiglio dell’analista di JP Morgan è stato probabilmente già colto da molti player di mercato.

“Dagli albori della storia dell’umanità, le valute e i governi sono nati e sono falliti mentre l’oro ha mantenuto grossomodo intatto il suo potere d’acquisto e un rapporto positivo con i livelli di rischio”, pur subendo sbalzi di prezzo e attraversando periodi di volatilità.

“Se un asset perde valore nei mercati, continuerà a calare di prezzo”. La conclusione della banca Usa è che conviene differenziare la propria strategia da quella di molte banche rivali, i cui analisti si affidano troppo al momentum per fare previsioni e calcoli sulle materie prime. 

L’errore che commettono i suoi concorrenti, secondo Kovanovic, è che quando il petrolio scambia in area 150 dollari, iniziano a pronosticare che salirà a 200 dollari al barile, quando scende a 30, prevedono un ulteriore ribasso sui 20-10 dollari. Si lasciano insomma trasportare dalla foga e dal sentiment del momento.

Anche se questo ragionamento, che comunque si basa anche sui fondamentali (eccesso delle scorte e domanda in calo nel caso del greggio), funziona spesso e volentieri, per l’analista di JP Morgan “la chiave è stabilire la probabilità di un cambio di direzione dei mercati e indovinare quando avverrà, perché altrimenti si rischia di perdere anni di profitti nel giro di pochi giorni”.

Il tempismo, si sa, è la dote più importante di chi fa scommesse a breve. Vale per tutti, singoli investitori e broker. La recessione sarà il risultato inevitabile di un mercato che vedrà uscire migliaia di miliardi di dollari di capitalizzazione.

La performance di alcuni asset dalla crisi del 2008 al 2016

“I mercati mondiali subiranno un ‘effetto negativo patrimoniale’ che ha il potenziale di provocare una recessione“. La combinazione di bassi prezzi delle materie prime e dollaro forte, unita al rallentamento economico della Cina, potrebbe essere paragonabile alla crisi del 2008/2009.

Default e licenziamenti nel settore energetico, crisi del settore bancario in un contesto di tassi bassi e una mancanza di investimenti dei fondi sovrani dei paesi emergenti nei fondi hedge esposti ai mercati industrializzati sono tutti fattori destabilizzanti di una tempesta perfetta in arrivo. Per mettersi al riparo l’unica soluzione è aumentare l’esposizione in oro e indice Vix, tenendosi al contempo più liquidi possibile.

“Anche se gli economisti devono ancora stabilire se i prezzi così bassi del petrolio siano un bene o un male per l’economia – dice sempre il guru degli investimenti di JP Morgan – i mercati azionari non hanno alcun dubbio, dal momento che oro nero e Borse si stanno muovendo da mesi all’unisono”.

E la direzione presa è decisamente verso il basso.