Italicum avanza. L’ira di Bersani, Pd verso la scissione

22 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il premier Matteo Renzi esulta da Davos, dove si è recato in occasione del World Economic Forum, e scrive su Twitter: “Polemiche, critiche, strumentalizzazioni. Ma anche oggi un passo in avanti decisivo verso la legge elettorale”. Il Senato ha di fatto blindato il patto del Nazareno e ha approvato anche l’emendamento del senatore renziano Stefano Esposito, il “supercanguto”, che dà di fatto semaforo verde all’Italicum e cancella 35.000 proposte di modifiche su 47.000 che erano state presentate soprattutto dalla Lega.

Ma aumenta il rischio di scissione all’interno del Pd, con l’ex segretario Bersani che non nasconde la sua ira verso le recenti dichiarazioni di Esposito che, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, aveva dato dei “parassiti” ai suoi colleghi. Esposito si è scusato, ma la tensione è altissima all’interno del Partito Democratico.

“Dare del parassita a Corsini, Gotor, Mucchetti, è pericoloso. E’ gente per bene che non chiede niente e va trattata con rispetto. Se viene meno il rispetto è finita”, afferma l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, parlando del rischio di una rottura insanabile: “Renzi sa benissimo che sulla legge elettorale c’era una possibile mediazione e non ha voluto mediare. Ora spetta a lui dire se si deve partire dall’unità del Pd”. E intanto Bersani riunisce 140 deputati e senatori della minoranza.

E in una intervista a La Repubblica Stefano Fassina, deputato della minoranza del Pd, afferma: “Dal patto del Nazareno siamo passati al partito del Nazareno: la verità è che non si è voluta cercare una mediazione”. Riferendosi al voto di ieri sull’Italicum, con la spaccatura del gruppo dei democratici e Fi decisiva per il sì all’emendamento Esposito, “è stata una brutta pagina per il Pd: il presidente del Consiglio non ha voluto tener conto di un emendamento che rappresenta non il capriccio della minoranza, ma un elemento decisivo della ricostruzione del rapporto fra cittadini e istituzioni come la possibilità di eleggere chi li rappresenta”.

Tensioni anche nel partito di Forza Italia; l’eurodeputato Raffaele Fitto afferma che si sta”sacrificando il partito sull’altare del Patto del Nazareno”.

Di fatto, l’emendamento Esposito ha ricevuto 175 voti favorevoli, ma cruciali sono stati i voti di Forza Italia, dal momento che 22 bersaniani hanno votato no. A questi no si sono aggiunti sei senatori del Pd che non hanno partecipato allo scrutinio. I voti della maggioranza sono stati 132, contro i 145 necessari. Fondamentale dunque il sostegno dei senatori di FI e di Gal, oltre a quello dell’ex M5s Lorenzo Battista, ora nel gruppo per le Autonomie.