Italia e mattone: un rapporto di amore e odio

10 Maggio 2019, di Dott. Marco Mattei - Consulente Finanziario

Da sempre considerato, assieme all’oro, un bene rifugio per antonomasia, il mattone ricopre ancora oggi un ruolo centrale nelle scelte d’investimento degli italiani. Sappiamo tutti quanto conti e sia importante in Italia la casa. Nel mondo non sono molti i paesi che hanno un rapporto col mattone stretto come il nostro. In questo articolo affronteremo, in modo veloce ma puntuale, tutti quegli aspetti di cui tenere conto quando si parla di proprietà immobiliari.

Partiamo dal mercato immobiliare. Da sempre considerato sinonimo di solidità, il mattone dà sicurezza. L’alternativa ottimale per chi vuole investire la propria liquidità senza correre rischi, eccetera eccetera. Nell’immagine qua sotto, vedete il grafico relativo all’indice dei prezzi, dal 2010 ad oggi.

In parole povere, se avete acquistato casa nel 2010 a 500.000 €, oggi la rivendete a 388.350 €.

Ma c’è anche chi propone altri dati, sebbene l’arco temporale sia un po’ più lungo, dal 2007 invece che dal 2010. Questo è il report dell’ufficio studi di Tecnocasa, noto operatore immobiliare. È un report pubblico, che si trova su Internet tanto quanto quello dell’Istat utilizzati per le elaborazioni del grafico appena visto.

Qui i dati, come vedete, sono ancora più duri.

Bene, abbiamo capito il valore dell’immobiliare in Italia, con dati aggiornati. Bisogna ora considerare un dato ancora più importante, ovvero, come in ogni economia, l’incontro tra domanda e offerta. Vediamo allora anche il volume di transazioni, come vedete, in netto calo.

Fonte: Agenzia delle Entrate – rielaborazioni ABI

Questo significa che la nostra casa da 500.000 € potremo rivenderla a 388.350 € (o molto meno secondo Tecnocasa)… se troviamo un acquirente.

Si sente spesso parlare di recupero del mercato del mattone e questo è vero, basta guardare i grafici. Tuttavia, per tornare ai picchi di 10 anni fa servirà davvero molto tempo, come può anche essere che mai ci ritorneremo. Ricordiamoci sempre il cambiamento dei costumi in atto: è’ cambiato lo stile di vita, sono cambiate le prospettive, sono cambiate le possibilità e le alternative.

Cosa influenza il valore dell’immobile?

Certo, c’è immobile e immobile. Cominciamo con il dire che la valutazione di un’abitazione la valutazione di un’abitazione deve tener conto di alcune caratteristiche, come le caratteristiche interne, quelle esterne e quelle giuridiche. Queste ultime spesso variano di anno in anno. Insomma, i fattori  da prendere in considerazione sono davvero molti.

Siamo certi che sia semplice e intuitivo valutare il proprio patrimonio immobiliare?

E poi è bene tener conto del costo crescente delle manutenzioni e del momento in cui questi si paleseranno, in media dopo 15 anni dall’acquisto: i maggiori costi di ristrutturazione arrivano con il passare del tempo, non solo per l’immobile ma anche per i suoi proprietari. Ciò significa che nella fase più avanzata del proprio ciclo di vita, la pensione, si rischia di dover sostenere costi anche ingenti per manutenere i propri immobili.

Come vedete, trattando l’immobile come un qualsiasi altro investimento sono davvero tante le valutazioni da fare. Sarebbe bene non solo stimarne la vita media e le tassetasse gravanti su di esso, ma molti altri fattori.

Sappiamo che sul versante del risparmio energetico siamo in continua evoluzione, con un quadro normativo che, seppur gradualmente, impone modifiche e migliorie agli immobili per renderli sempre più ecocompatibili o ecosostenibili.

Poi ci sono aspetti che sono ovviamente strettamente legati alla casa, ma che nascono da esigenze personali che a volte possono essere previste con semplicità.

Facciamo un esempio? Per una qualsiasi esigenza, poniamo lavorativa, sono l’unico della famiglia ad abitare lontano e so che fra 30 anni vorrò tornare a vivere nella località in cui vivono tutti i miei familiari. Piuttosto, sempre per lo stesso motivo, abito in un posto in cui so già che mio figlio non vorrà abitare, motivo per cui immagino mi trasferirò anch’io.

In tutti questi casi, insomma, che sia per la manutenzione, l’impatto energetico o per il trasferimento, devo essermi organizzato per accantonare le somme necessarie. O aver stimato, programmato, insomma, pianificato.

 

Dott. Marco Mattei

Consulente FinanziarioConsulente Finanziario e pianificatore patrimoniale