Investire nel settore agribusiness

17 Febbraio 2016, di Ida Pagnottella

17 febbraio, 2016

Chi seguiva il mio precedente blog su questo sito sa bene che è da quasi due anni che metto tutti in guardia dal rischio deflazione, segnalando che in fasi deflazionistiche la  liquidità sul conto corrente diventa un buon investimento (potete trovare gli articoli qui ed anche qui). Da qualche settimana invece vedo qualche segnale che forse la paura di deflazione ha raggiunto livelli quasi estremi. Noto che tutti parlano di deflazione, e nessuno pensa che l’inflazione in salita sia più una possibilità. Per me questo significa che forse la situazione potrebbe cambiare,  e che forse è il momento di cercare investimenti di medio periodo che beneficiano da una possibile risalita di inflazione a livello mondiale.

Un settore che potrebbe beneficiare da un possibile rialzo del tasso di inflazione a livello mondiale nel medio lungo periodo è  il settore azionario legato all’agricoltura. Il settore “agribusiness” comprende le imprese che producono beni e servizi per il settore agricolo. Le imprese principali di questo settore sono Potash, Syngenta, Monsanto, Deere, Archer Daniels, Agrium, Mosaic ed anche CNH Industrial, tutte incluse nell’indice “Nasdaq Global Agriculture Index” ed in indici simili.

Negli ultimi anni i prezzi delle materie prime agricole hanno subito una discesa notevole. Qui sotto riporto il grafico del prezzo di frumento e del mais in USD dal 1965 ad oggi. Questo grafico non tiene conto del tasso di inflazione dal 1965 ad oggi: sono prezzi nominali non reali. I prezzi nominali sono tornati ai livelli di circa 40 anni fa. In termini reali invece, cioè se teniamo conto dell’inflazione dal 1970 ad oggi, abbiamo prezzi molto più bassi oggi rispetto al 1974. Considerando che i prezzi non salgono da 40 anni, e che in molti paesi asiatici si sta formando una classe media importante che vorrà consumare sempre più carne rispetto ad oggi, e comunque una dieta più ricca, è pensabile che il prezzo del frumento, e dei prodotti agricoli in genere, saranno probabilmente più elevati tra 10 anni.

Grafico – prezzo del frumento e del mais dal 1965 ad oggi (grafici Bloomberg)

L’andamento dell’indice “Agribusiness” menzionato sopra ha una forte correlazione con i prezzi delle materie prime agricole. Alcune imprese come Potash sono molto correlate al prezzo del frumento, altre società come Syngenta sono meno correlate, però nel complesso l’indice globale di queste imprese tende ad essere molto legato all’andamento del prezzo del frumento, mais, e altre materie prime agricole.

Grafico – correlazione tra il prezzo dell’impresa Potash e il prezzo di frumento in USD dal 1990 ad oggi

 

Se un investitore volesse investire in questo settore come dovrebbe procedere dunque?

Primo passo: pianificare e dividere patrimonio per obiettivi

Consiglio sempre di dividere il patrimonio in più patrimoni in funzione degli obiettivi di vita. Si inizia scrivendo su un foglio i propri obiettivi di investimento, e poi si scrive il patrimonio che si può o si vuole dedicare ad ogni obiettivo. Per molte persone un’obiettivo può essere semplicemente raggiungere la serenità. Per altre persone gli obiettivi sono rappresentati da spese importanti. Procedendo in questo modo, il risparmiatore si troverà con vari portafogli di investimento, uno per ogni obiettivo di vita.  Consiglio di rivolgersi ad un esperto per affrontare una pianificazione finanziaria in questi termini, si tratta di una forma di assistenza una tantum, che poi si può ritoccare nel tempo quando serve. Cioè se si è cliente presso una banca e non si vuole cambiare banca, è possibile comunque rivolgersi ad esperti esterni di pianificazione per definire il proprio progetto di investimento, senza dover chiudere rapporti con la propria banca. E’ come se ci si rivolgesse ad un dietologo prima di andare a fare la spesa.

Fatto questo, se risulta che l’investitore abbia anche obiettivi di lungo periodo, allora solo il portafoglio di lungo periodo è da investire anche in strumenti azionari. Io sono contraria all’idea che bisogna sempre essere investiti per forza (quando c’è deflazione / crisi in vista), però poi arrivano momenti in cui vedo prezzi molto convenienti, oppure troppo pessimismo e panico, ecc., e penso che si possa iniziare a pensare ad investire in alcuni settori azionari. Però, l’aspettativa deve essere sempre e comunque di lungo periodo. Se poi avremo ragione nel breve, meglio; se invece non dovessimo avere guadagni nel breve, questo non dovrebbe rappresentare un problema per l’investitore. Seguire questo primo passo permette di evitare stress inutili.

Secondo passo: scegliere il prodotto

Io qui riporto una selezione di alcuni fondi comuni ed ETF del settore azionario agricoltura mondiale. Ci sono altri fondi collocati in Italia di questo settore, non è un elenco esaustivo.

Questi fondi sono molto simili tra loro per quanto riguarda il settore di investimento. Nella parte superiore della lista ci sono dei fondi comuni e in fondo c’è un ETF che investe nello stesso settore. Ora l’ETF è uno strumento di gestione passiva, in quanto compra tutti i titoli che compongono l’indice senza fare una selezione. I fondi invece dovrebbero gestire il patrimonio secondo criteri “attivi”, selezionando i titoli, e poi sovra-pesare alcuni e sotto-pesare altri. Ora per mia esperienza, in alcuni mercati e settori conviene investire più in ETF, mentre in altri settori e mercati (come questo) ho visto che molti fondi hanno avuto un andamento migliore rispetto all’ETF. Dipende dal mercato e dipende dal momento storico. Fino ad oggi molti fondi indicati sotto hanno avuto un andamento leggermente migliore rispetto all’ETF, però in futuro potrebbe andare diversamente. Io spesso consiglio ad alcuni clienti di dividere l’importo da investire tra un fondo e l’ETF.

Se si decide di investire tramite fondi comuni, vi invito a notare che i fondi qui elencati che prevedono commissioni di ingresso, tendono ad avere commissioni di gestione (annuali ricorrenti ) più basse. Io ho riportato le commissioni di ingresso applicate di una banca online molto nota, che non intendo nominare qui, però ogni banca può decidere se applicare o non applicare le commissioni di ingresso. Io ritengo che se veniamo assistiti dal promotore nella scelta dell’investimento, è giusto pagare la commissione di ingresso, (però non più del 2%). Se invece decidiamo da soli e investiamo senza assistenza del promotore, penso che sia giusto non pagare le commissioni di ingresso. Personalmente io scelgo fondi con basse commissioni di gestione, e chiedo sempre alla mia banca di derogare l’applicazione delle commissioni di ingresso (dato che decido da sola). Se venissi assista da un promotore nella scelta , allora sarei felice di pagare le commissioni di ingresso.

Non tutte le banche italiane collocano i fondi comuni qui elencati, dipende dagli accordi commerciali di ogni banca.  L’ETF Global Agriculture indicato qui sotto è un ETF di buona qualità ed è acquistabile sul mercato azionario di Milano, dunque praticamente tramite tutte le banche italiane. Bisogna fare attenzione quando si acquistano ETF: è vero che hanno basse commissioni di gestione, però si acquistano gli ETF con un ordine di negoziazione in borsa. Siccome questo ETF in alcuni periodo non è molto scambiato sulla borsa di Milano, può essere una buona idea indicare un prezzo limite sia al momento di acquisto (prezzo massimo di acquisto) che al momento della vendita (prezzo minimo).

Grafico: confronto tra i rendimenti dei fondi e l’ETF indicati in tabella 

 

Terzo passo: decidere l’importo e i tempi

Molti lettori che mi scrivono mi chiedono cosa penso dei PAC (piani di accumulo). Non credo che il PAC sia sempre la strada migliore, dipende dal prodotto e dalla situazione; i consulenti finanziari servono proprio per prendere queste decisioni al meglio. Comunque, siccome parliamo di un settore (agribusiness) che è sceso molto in borsa negli ultimi anni, che può sembrare un investimento interessante in ottica di lungo, mentre non sappiamo se il peggio è passato nel breve periodo, investire in questo settore con acquisti graduali oppure tramite PAC potrebbe essere essere una soluzione ideale.

Ad esempio per chi dispone di un patrimonio importante da investire, potrebbe essere saggio, ad esempio, effettuare acquisti parziali ogni 3 o 4 mesi, invece di un unico investimento importante subito. Chi invece dispone di cifre più piccole invece potrebbe convenienza ad avviare un PAC. Con i PAC però bisogna fare attenzione alle spese applicate su ogni versamento: se sono previste spese fisse su ogni versamento, potrebbe essere più conveniente scegliere versamenti trimestrali per importi più elevati, invece di versamenti mensili per importi piccoli, perché le spese fisse possono diventare davvero troppo elevate con i pac mensili in alcuni casi.

Per concludere

L’investimento azionario in qualsiasi settore può essere volatile ed ad alto rischio, lo scopo di questa rubrica è di fornire idee di investimento in modo da essere più preparati quando di va in banca. Nel prossimi numeri parleremo di  obbligazioni.

I lettori che vogliono proporre argomenti oppure chiedermi di analizzare qualche strumento di investimento tramite questa rubrica possono inviare le loro richieste a info@idapagnottella.it

Tutti gli articoli precedenti potete trovarli al seguente link: Corso Autodifesa

Dott. Ida Pagnottella 

Consulente finanziario indipendente fee only dal 2005, è stata uno dei primi consulenti finanziari indipendenti in Italia. Nata e crescita in Canada, vive in Italia dal 1987, dopo la laurea di è specializzata presso la SDA Bocconi in gestione di patrimoni privati. Prima di svolgere la professione di consulente finanzario, ha lavorato come promotore finanziario, e come docente free lance insegnando strumenti finanziari, teoria di portafoglio e normativa finanziaria, anche per corsi EPFA°.  Dal 2015 collabora con lo studio Lupotto & Partners di Torino. 

Disclaimer:  I commenti presentati da  IDA ISABELLA PAGNOTTELLA  nel presente documento sono da considerare come commenti generici,  e non come consigli di investimento, si invita sempre a rivolgersi al proprio financial advisor o consulente finanziario per valutare se gli strumenti citati sono adeguati ai propri obiettivi di investimento e propensione al rischio, prima di investire in qualsiasi strumento qui menzionato. La Dott.ssa IDA ISABELLA PAGNOTTELLA , consulente finanziario indipendente, non garantisce alcuno specifico risultato conseguente ai commenti qui riportati, e non assume alcuna responsabilità in ordine all’esito delle operazioni eventualmente effettuati  in base al presente commento.