Investimento tematico: i 7 temi da cavalcare in tempo di pandemia

14 Ottobre 2020, di Massimiliano Volpe

Invesco ha analizzato 7 temi chiave legati alle opportunità di investimento tematico in tempi di pandemia

di Kristina Hooper, Chief Global Market Strategist Invesco

La pandemia da Covid-19 ha modificato profondamente non solo l’economia globale ma il mondo stesso. Prima della crisi, gli investitori avevano già iniziato a perseguire approcci tematici per sfruttare al meglio le tendenze dell’economia globale, ma negli ultimi mesi sono emersi numerosi temi d’investimento, e abbiamo assistito a un’accelerazione di quelli esistenti.

“È probabile che, anche una volta terminata la pandemia, i rivenditori e-commerce continuino a mantenere una quota molto più elevata di vendite al dettaglio complessive rispetto al periodo pre-pandemia.”

Analizziamo alcuni dei temi chiave che abbiamo identificato in tema di investimento tematico:

“Stare a casa”
Passare più tempo a casa è probabilmente il tema più ovvio emerso dalla pandemia. Ciò include tutti coloro che lavorano e/o studiano e/o si allenano a casa.

Lo considero una versione molto più ampia del tema di ‘nesting‘, comune negli Stati Uniti dopo l’11 settembre, quando molte famiglie americane avevano paura di viaggiare a causa del terrorismo e trascorrevano molto più tempo a casa.
Dato che trascorrono molto più tempo tra le mura domestiche, molte persone stanno spendendo denaro per ristrutturare casa e adeguarla alle proprie esigenze, mentre le aziende stanno spendendo di più in tecnologia per garantire che i dipendenti possano lavorare in modo efficiente da casa.

I principali beneficiari includono una serie di aziende tecnologiche, in particolare nei settori software, archiviazione e sicurezza. Tra gli altri beneficiari troviamo le imprese di ristrutturazione, le società di didattica online e le società di sanità digitale. Tutti questi temi dovrebbero persistere anche dopo la pandemia, sebbene con diversi livelli di diffusione (la didattica online, ad esempio, è la meno diffusa date le difficoltà associate all’apprendimento da casa per i bambini).

E-commerce
L’acquisto di beni online è una tendenza a lungo termine che durante la pandemia, per ovvie ragioni, ha subito una drastica accelerazione. La sicurezza e la praticità di farsi consegnare i prodotti direttamente a casa con un semplice clic si sono rivelate indispensabili in questo periodo.

Riteniamo sia possibile che il ventaglio di prodotti e servizi venduti online si espanda ulteriormente durante la pandemia. Ed è probabile che, anche una volta terminata la pandemia, i rivenditori di e-commerce continuino a mantenere una quota molto più elevata di vendite al dettaglio complessive rispetto al periodo pre- pandemia.

Intelligenza artificiale
L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una potente innovazione la cui domanda è aumentata durante la pandemia. Ad esempio, le tecniche e gli strumenti di imaging basate sull’intelligenza artificiale stanno diventando sempre più utili per l’individuazione e la diagnosi del Covid-19.

In termini più ampi, l’IA sta aiutando molte aziende a diventare più efficienti e a migliorare il proprio modo di lavorare in questo momento particolarmente complicato. L’elaborazione del linguaggio naturale, detta anche NLP (natural language processing), è un campo dell’Intelligenza Artificiale che si concentra sulle interazioni tra linguistica umana e dei computer, come il riconoscimento vocale.

L’IA ha inoltre il potenziale per migliorare notevolmente la produttività, ed è quindi una tendenza particolarmente importante in grado di resistere oltre la pandemia.

Automazione: droni e robot
La pandemia ha messo in luce l‘importanza dei robot e dei droni nell’eseguire compiti essenziali senza incorrere nella possibilità di contagio o diffusione del virus.
Ad esempio, una catena di montaggio robotizzata è meno vulnerabile a subire rallentamenti o chiusure a causa del Covid-19.

Allo stesso modo, i droni vengono impiegati per la consegna di beni, contribuendo a ridurre la vulnerabilità di un servizio essenziale durante la pandemia. Anche dopo la pandemia, si prevede un’ulteriore accelerazione dell’automazione dovuta al miglioramento della produttività e al contenimento dei costi associati ad essa.

Tecnofinanza
Un’altra tendenza che ha subito un’accelerazione dovuta alla pandemia è quella dei pagamenti senza contanti. Il Covid-19 ha portato a una diminuzione dell’utilizzo di denaro a causa della preoccupazione della diffusione del virus tramite lo scambio fisico.

Di questa tendenza, che si prevede continui anche dopo la pandemia, hanno beneficiato tutta una serie di società di tecnologie finanziarie. Durante la pandemia, i beneficiari più rilevanti nella tecnofinanza potrebbero essere le aziende legate alla blockchain, che trova applicazione in molti settori diversi e può facilitare gli scambi commerciali senza contatto fisico.

Deglobalizzazione
La pandemia ha accelerato la tendenza alla deglobalizzazione. La degoblalizzazione aveva già registrato un’impennata negli ultimi anni, in particolare dall’avvento delle guerre commerciali tra Usa e Cina.
Impennata che ha subito un’accelerazione nel momento in cui le catene di approvvigionamento sono state stravolte dalla pandemia, aumentando il desiderio delle aziende di tornare a una produzione onshore.

Come recentemente osservato da McKinsey: “Il nazionalismo, una tendenza già forte prima della crisi, adesso sta crescendo sempre di più”. Resta da vedere se questa tendenza continuerà anche dopo; argomento che potrebbe essere influenzato dall’esito delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020.

ESG – il Grande Reset
La pandemia del 2020 e la conseguente recessione economica sono viste come possibili catalizzatori per stimolare un’economia più “green” e, in generale, per favorire l’attenzione ai fattori ESG.
Questo potrebbe trasformarsi in un momento di “distruzione creativa”, con una profonda recessione in grado di generare un’economia migliore e più rispettosa dell’ambiente.

Come affermato da Kristalina Georgieva, Managing Director del FMI:

“Gli storici si guarderanno indietro e diranno che questo è stato il momento di una grande inversione di rotta? Oggi assistiamo a segnali molto preoccupanti. Quest’anno, centosettanta Paesi subiranno una contrazione dell’economia rispetto all’inizio dell’anno, e prevediamo già un aumento del debito, del deficit e della disoccupazione. Inoltre, c’è un rischio molto alto di aumento della disuguaglianza e della povertà.
A meno che non agiamo. Cosa possiamo fare affinché gli storici guardando indietro a questa crisi la definiscano come il Grande Reset? Dal punto di vista del FMI, abbiamo assistito a una massiccia iniezione di stimoli fiscali per aiutare i Paesi ad affrontare questa crisi e a cambiare direzione verso un ritorno alla crescita.
È di fondamentale importanza che questa crescita porti a un mondo più green, intelligente e giusto in futuro”.

Sembra esserci un desiderio generalizzato di un Grande Reset in molti Paesi, ecco perché questo potrebbe essere il momento giusto per concretizzarlo.