Investimenti pagina 45
Il nostro sovrappeso sulle azioni globali rimane invariato rispetto allo scorso trimestre e la nostra convinzione di assistere a un ampliamento della performance azionaria, espressa all’inizio dell’anno, rimane valida. I multipli degli utili e delle valutazioni in mercati come l’Europa e il Giappone hanno spazio per accelerare, sostenuti dal rafforzamento dei fondamentali economici e dalle solide prospettive degli utili societari.
Le tensioni commerciali innescate dai dazi di Trump aumentano la volatilità, ma BlackRock individua nuove opportunità nelle aziende europee di semiconduttori, lusso e healthcare.
Il Gruppo elvetico annuncia conti solidi e un piano strategico per garantire una redditività sostenibile
Dagli alternativi in affanno ai passivi in espansione, fino alla svolta dell’intelligenza artificiale: secondo McKinsey, l’asset management europeo è chiamato a reinventarsi.
ING Italia amplia l’offerta per i propri clienti e rafforza la propria piattaforma di investimento grazie alla nuova partnership con Invesco, tra i principali asset manager indipendenti al mondo. L’accordo porta all’inserimento di 160 nuovi fondi all’interno per il segmento retail, che raggiunge così quota 1.200 soluzioni disponibili. L’obiettivo è offrire ai clienti un accesso sempre più ampio, personalizzato e digitale a strategie attive e diversificate.
Il 58% degli italiani risparmia, ma a crescere sono i “pianificatori”: si risparmia per casa, figli e pensione. Silver Age protagonista: gli over 60 continuano a investire, aiutare i familiari e lavorare. Previdenza e polizze LTC ancora poco diffuse.
Nonostante la rinnovata attenzione sui dazi statunitensi, non vediamo motivi significativi per modificare il nostro scenario. Un “atterraggio morbido” rimane il nostro scenario di base, dati i continui segnali di resilienza nel mercato del lavoro statunitense. Detto questo, riteniamo prudente aumentare leggermente la probabilità del nostro scenario di “no landing” al 25%, data la possibilità che i prezzi statunitensi vedano un aumento dovuto ai dazi.
L’aumento dei dazi e le guerre commerciali in corso rappresentano una minaccia per le imprese multinazionali, che sembrerebbero le più impattate dalle attuali problematiche dei commerci globali. In realtà, molte multinazionali sono ben posizionate per affrontare la tempesta – semplicemente perché navigano acque turbolente già da anni. Molte multinazionali stanno sviluppando un approccio ‘multi-local’ al business, avvicinandosi ai clienti nei Paesi in cui operano.
Ecco quanto emerge da un’analisi realizzata da Unioncamere e dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne che quantifica il risparmio delle famiglie consumatrici e la relativa loro propensione al risparmio a livello provinciale nel 2023.
Conflitti regionali, pressioni strategiche e una generale corsa agli armamenti hanno riportato la difesa in cima alle priorità politiche e finanziarie.