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Nel 2025 il risparmio degli italiani tocca il massimo da due decenni. Secondo l’Indagine sul Risparmio e sulle Scelte Finanziarie di Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, il 58% della popolazione mette da parte una parte delle proprie entrate. Una cifra che segna il picco dal 2005 e conferma una tendenza in crescita: erano il 52% nel 2023 e il 56% nel 2024.
Il risparmio torna quindi centrale nella vita degli italiani, ma cambia forma: accanto alla prudenza tradizionale, si afferma un nuovo profilo di risparmiatori “intenzionali”, motivati da obiettivi concreti come l’acquisto della casa, il sostegno ai figli o il futuro pensionistico.
A risparmiare sono soprattutto gli uomini (61%) e le persone con livelli d’istruzione più elevati. Non a caso, tra i laureati oltre il 90% dichiara piena indipendenza finanziaria, a fronte dell’84% del totale campione.
Pochi investono nella previdenza complementare
La crescente attenzione verso la fase post-lavorativa è trasversale alle età, ma solo un italiano su quattro (24,5%) ha sottoscritto un piano pensionistico integrativo. Un dato in aumento rispetto al passato, ma ancora minoritario, soprattutto se confrontato con l’urgenza percepita. Ancora più contenuta è la diffusione delle polizze sanitarie e di copertura per la non autosufficienza (Long Term Care): solo il 17,9% degli intervistati ne possiede una, con incidenza ancora più bassa tra i giovani.
Casa, bene rifugio e centro del patrimonio familiare
L’immobile di proprietà resta il pilastro del patrimonio delle famiglie italiane: quasi l’80% degli intervistati abita in una casa di cui è proprietario. L’interesse verso il mattone non si affievolisce nemmeno con l’avanzare dell’età: oltre il 7% degli over 60 pensa di acquistare un nuovo immobile, talvolta per motivi logistici o legati al pensionamento. Tra gli over 55, ben il 22% degli acquisti immobiliari è destinato ai figli.
Investimenti: obbligazioni in testa, le azioni restano marginali
Sul fronte finanziario, gli italiani continuano a preferire strumenti conservativi. Le obbligazioni sono detenute da circa il 20% del campione, con un rapporto 2 a 1 tra acquisti e dismissioni nell’ultimo anno. Le azioni restano una nicchia: appena il 4,6% degli intervistati ha operato in Borsa negli ultimi dodici mesi. La ricerca della sicurezza guida ancora le scelte di investimento, anche se, per la prima volta, meno della metà degli intervistati la indica come priorità (47%).
A incidere è anche il livello di educazione finanziaria: solo il 40% degli italiani si considera sufficientemente preparato a gestire le proprie finanze.
Anche nella Silver Age si continua a risparmiare
Il focus dell’edizione 2025 è dedicato alla Silver Age, fascia d’età tra i 60 e gli 85 anni, che emerge come attore economico dinamico. Oltre il 60% degli over 60 continua ad accumulare risparmio e molti mantengono attività lavorative: tra i 61-70 anni è il caso di quasi sei uomini su dieci e oltre il 44% delle donne. Anche nelle fasce più alte d’età, una quota significativa resta attiva.
Gli anziani non solo risparmiano, ma sostengono figli e nipoti sia economicamente che con il proprio tempo. Il 70% dichiara di voler lasciare almeno un’abitazione in eredità e circa la metà considera l’eredità un dovere morale.
I progetti dei risparmiatori “silver” raccontano una terza età dinamica: tra il 12 e il 13% pianifica viaggi, non solo come svago, ma come investimento in benessere psico-fisico. Il risparmio, in questa visione, non è solo protezione contro l’incertezza, ma leva per la libertà personale, per coltivare relazioni, esperienze e qualità della vita.