Investimenti

Immobiliare di lusso, l’Italia guida la domanda mondiale nel 2026

L’Italia si conferma il mercato più richiesto a livello mondiale per gli immobili residenziali di lusso. Nei primi cinque mesi del 2026 il Paese ha intercettato il 15,6% delle richieste internazionali relative alle proprietà di pregio, la quota più elevata tra tutte le destinazioni analizzate.
È quanto emerge dal Mid-Year Report 2026 di Coldwell Banker Global Luxury, elaborato anche sulla base dei dati della piattaforma JamesEdition. Alle spalle dell’Italia si posizionano gli Stati Uniti, con il 12,6% delle richieste, seguiti da Spagna e Francia, entrambe al 10,7%, e dal Portogallo, con il 5,7%. Nel complesso, i cinque Paesi raccolgono oltre il 55% dell’interesse mondiale verso il comparto luxury real estate.

La domanda per l’Italia cresce del 49%

Il primato italiano si inserisce in una fase di forte espansione della domanda globale. Rispetto allo stesso periodo del 2025, le richieste rivolte agli immobili di lusso in Italia sono aumentate del 49%.

La quota del Paese sul totale mondiale è rimasta pressoché stabile, passando dal 15,7% al 15,6%, perché nello stesso periodo il mercato internazionale ha accelerato ulteriormente, con una crescita complessiva delle richieste pari al 50,8%.
Il dato conferma comunque la solidità dell’attrattività italiana in un mercato sempre più competitivo. Nello stesso arco temporale, gli Stati Uniti hanno registrato un raddoppio delle richieste, mentre la Francia ha segnato un incremento dell’89%.

Il valore della rarità: ville, palazzi e borghi storici

A sostenere la posizione dell’Italia sono soprattutto la qualità dello stile di vita, la varietà dell’offerta e la presenza di immobili caratterizzati da unicità e forte riconoscibilità.
Ville, tenute, palazzi storici e borghi medievali intercettano la domanda di una fascia di acquirenti sempre più orientata verso proprietà capaci di combinare privacy, valore culturale e capacità di conservare il patrimonio nel lungo periodo.
Il rapporto evidenzia una crescita significativa delle ricerche di immobili unici, aumentate del 146% rispetto al 2025. Anche l’interesse per i terreni ha registrato un incremento del 97%. Tra gli asset storici più apprezzati a livello internazionale figurano proprio i palazzi italiani e i borghi medievali, insieme agli château francesi.

Va però precisato che dati di JamesEdition, tuttavia, misurano le richieste e l’attività di ricerca degli utenti sulla piattaforma, non il numero effettivo di compravendite concluse. Rappresentano quindi un indicatore delle intenzioni e delle preferenze dei potenziali investitori, utile per leggere le dinamiche della domanda globale ma non direttamente sovrapponibile ai volumi di mercato realizzati.

Il residenziale di pregio diventa un investimento strategico

La crescita dell’interesse per gli immobili di lusso riflette una trasformazione del ruolo attribuito alla casa di alta gamma. Il bene immobiliare non viene più considerato soltanto come espressione di uno stile di vita, ma anche come strumento di diversificazione degli investimenti, protezione del capitale dall’inflazione e trasferimento della ricchezza alle generazioni future.

Secondo il sondaggio condotto da Coldwell Banker, l’82,3% degli specialisti del settore rileva che i propri clienti stanno mantenendo o aumentando gli investimenti immobiliari.

Le preferenze degli acquirenti si concentrano su immobili indipendenti, ampi spazi, elevati livelli di privacy, localizzazioni difficilmente replicabili e proprietà dotate di una precisa identità architettonica. Elementi che, secondo il rapporto, rappresentano oggi i principali fattori di selezione nel segmento più alto del mercato.

Acquirenti più informati e meno disposti al compromesso

Il profilo del compratore internazionale del 2026 appare inoltre più consapevole e selettivo. La valutazione dell’immobile passa attraverso un’analisi più attenta di qualità, posizione, costi e potenziale di rivendita, con un ricorso crescente anche agli strumenti di intelligenza artificiale.
Il 51% degli specialisti intervistati sostiene che gli acquirenti con maggiore disponibilità economica accettino ormai raramente compromessi nella scelta della proprietà.