Intesa, Messina: “Mercati impazziti”. Tassi negativi creano opportunità

10 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Mentre Carlo Messina parla a Bloomberg di una “overreaction” dei mercati finanziari, che sono ormai “impazziti”, i titoli di Intesa Sanpaolo rimbalzano in Borsa dopo i cali pesanti delle ultime sette sedute, facendo segnare un balzo di anche il +7,5%.

“È comprensibile una correzione dei prezzi di mercato”, secondo il Ceo della prima banca per capitalizzazione di mercato in Italia, ma non la svalutazione del 40-50% che alcuni istituti, come Mps e Unicredit, hanno subito nelle ultime settimane.

Secondo il top manager di Intesa Sanpaolo i tassi di interesse negativi generano opportunità importanti più che rischi per il settore bancario. E anzi, se c’è una ripresa dell’economia in Italia e nell’area euro lo si deve al maxi piano di stimoli della Bce. Quanto alla crisi delle sofferenze bancarie, secondo Messina i timori sono esagerati. Per mettersi al sicuro basta garantirsi una buona somma di collaterale.

“Vogliamo accelerare il processo di riduzione dei crediti inesigibili“. Per affrontare il problema “si può sempre trasformare il collaterale in asset e non avere più il problema dei Non performing loans in bilancio”.

Quello che convenientemente Messina non dice è che i guai dei crediti inesigibili sono molto seri. Basta dare qualche numero per capire la gravità del problema e l’impellenza di un piano più convincente della bad bank creata con l’accordo delle autorità Ue. Presi tutti insieme, i prestiti npl rappresentano più del 20% del Pil italiano.

Le dichiarazioni di Messina fanno eco a quelle del suo omologo di Unicredit, Federico Ghizzoni, secondo cui le preoccupazioni del mercato sui Non performing loans sono eccessive. Durante la conference call di presentazione dei risultati dei conti 2015, ieri, il Ceo della prima banca per fatturato in Italia ha parlato di “reazione esagerata”. Oltre alle sofferenze un altro grave problema riguarda i debiti più rischiosi tra quelli emessi dalle banche: i Bond CoCo.

Collaterale, la chiave strategica

Prima di parlare di collaterale come soluzione di tutti i mali bisogna prima essere sicuri di avere una corretta gestione del collaterale integrato. Non è ovvio con le riforme varate negli ultimi anni, che hanno fatto sì che questo strumento di investimento ‘sicuro’ sia diventato la forma migliore per assicurarsi di poter realizzare pienamente il valore delle garanzie reali in periodi di tensioni finanziarie come quello attuale. Dopo le riforme come il Dodd-Frank Act in Usa e le norme di Basilea III in Eurozona, la fame per il collaterale è cresciuta.

E trasformare il collaterale – un insieme di garanzie costituite da attività liquide di massima qualità, come ad esempio contanti e titoli di debito sovrano con alto merito creditizio – è ora diventata una chiave strategica per le banche. In termini di operatività giornaliera, i player di mercato e i clienti istituzionali dovranno detenere un buffer significativo a disposizione per incontrare le richieste di marginazione.

“Dobbiamo chiarire la situazione, c’è grande confusione sul tema delle sofferenze bancarie”. Ma in fondo “ci si può sempre riprendere, se si ha il collaterale“. La leverage, secondo Messina, è importante per dimostrare per esempio che l’esposizione ai mercati emergenti non è un rischio.

Secondo il manager in Italia serve una riforma specifica che fissi paletti precisi. Le popolari piene di Non performing loans (Npl) in bilancio “devono fondersi ma serve una riforma specifica per risolvere il problema delle sofferenze”.

“Tassi negativi creano opportunità”

Il fatto che Draghi e altri banchieri centrali come lui abbiano inondato i mercati di denaro fresco non ha avuto che effetti positivi per Messina. Rispondendo a una domanda della presentatrice di Bloomberg, il manager ha ricordato che se l’Italia è in ripresa deve dire grazie alla Bce.

“Si può dare liquidità al mercato per stimolare l’economia: più che dalle azioni del governo, in Italia ci sono effetti positivi che vengono dalle misure straordinarie di allentamento monetario della Bce”.

“La liquidità iniettata nei mercati è dedicata a creare economia reale e ci sono stati dati incoraggianti in questo senso. Siamo in un momento di accelerazione in Europa, non di decelerazione. E l’accelerazione viene dal Quantitative Easing“.

I tassi negativi ci sono da almeno tre anni e da questo contesto si possono ottenere effetti assolutamente positivi, secondo i Ceo di Intesa Sanpaolo. “Se sei in una buona posizione per convertire bond in asset in gestione puoi guadagnare” dalla situazione. “Vedo opportunità significative da questo scenario”.

E anche se si guarda al calo delle attività per via dei tassi di interessi ai record storici negativi “conta solo per il 10% della redditività: le implicazioni sono completamente diverse e meno grandi di quelle che prezza il mercato oggi”, secondo il manager.