Intervista a Daniela Bernacchi, Segretario Generale del Global Compact Network Italia

10 Gennaio 2020, di Massimiliano Volpe

La sostenibilità è un tema sempre più sentito all’interno delle aziende e dagli investitori, sia quelli azionari che obbligazionari. Per capire i possibili risvolti ne abbiamo parlato con Daniela Bernacchi, Segretario Generale del Global Compact Network Italia.

Dott.sa Bernacchi, di cosa si occupa il Global Compact in Italia?

“Il Global Compact delle Nazioni Unite è l’iniziativa strategica di cittadinanza d’impresa più ampia al mondo.

È stata lanciata operativamente nel 2000 dal Palazzo delle Nazioni Unite di New York e, da allora, ha coinvolto oltre 18.000 aziende provenienti da 160 paesi nel mondo. Questo grande movimento impegna ciascuna impresa aderente ad integrare Dieci Principi su diritti umani, lavoro, ambiente e anticorruzione e, più ampiamente, i Global Goals 2030 nelle strategie, policy e operazioni quotidiane e a promuovere lo sviluppo sostenibile nell’ambito della propria sfera di influenza.  “Making Global Goals Local Business” è il senso e la finalità dell’iniziativa. 

In Italia, il Global Compact delle Nazioni Unite opera attraverso il Global Compact Network Italia (GCNI), organizzazione costituitasi in Fondazione nel giugno 2013 dopo dieci anni di attività del Network Italiano del Global Compact come gruppo informale. Il Network italiano agisce, anzitutto, per promuovere l’UN Global Compact ed i suoi Dieci Principi al livello nazionale, attraverso il dialogo istituzionale, la produzione di conoscenza e la diffusione di buone pratiche. Dal 2016, è attivo all’interno del Network un percorso a supporto dei 17 SDGs contenuti nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.  Iniziative di punta sono il Business & SDGS High Level Meeting (CEO Meeting, aprile) e l’Italian Business & SDGs Annual Forum (SDG Forum, ottobre). Il primo consiste in una “Tavola rotonda itinerante” che riunisce ogni anno Presidenti, Amministratori Delegati e Top Manager di grandi aziende italiane impegnate per l’Agenda 2030, con la finalità principale di consentire un confronto di altissimo livello sui temi della sostenibilità e la condivisione di idee e pratiche innovative sull’integrazione degli SDGs nelle strategie di business e, ove possibile, l’avvio di nuove partnership.
L’SDG Forum è aperto alla partecipazione di aziende di vari settori produttivi, organizzazioni della società civile, istituzioni ed enti accademici ed è finalizzato, principalmente, a favorire un confronto multi-stakeholder di alto profilo sul ruolo che il settore privato è chiamato a giocare a supporto del raggiungimento degli SDGs 2030. Nell’ambito del Forum si “costruiscono ponti” tra le diverse esperienze registrate al livello nazionale e si avviano nuove forme di collaborazione e di progettualità condivisa per lo sviluppo sostenibile.

Attualmente, la base italiana del movimento UN Global Compact si compone di circa 300 aderenti (business e non business). Di questi, il 50% sono PMI. Ad oggi, oltre 70 aziende ed organizzazioni stakeholder partecipanti al progetto onusiano hanno scelto di entrare a far parte del Network Italiano del Global Compact con la qualifica di “Fondatori” ed il trend di crescita è costante”.

 

Quali sono gli obiettivi del Global Compact per il 2020?

“Per il 2020, l’UN Global Compact si dà – anzitutto – obiettivi di crescita ancora più sfidanti che in passato. Mancano solo 10 anni alla scadenza del 2030 ed è sempre più urgente coinvolgere nuovi attori, soprattutto quelli che giocano un ruolo internazionale e strategico, per dare un impulso importante alla trasformazione economica, sociale e culturale. 

Sul fronte tematico, hot topic per l’anno appena iniziato saranno considerati quelli della gender inclusion & equality (con attenzione specificità alle pari opportunità di lavoro e crescita), della climate action (con focus sugli impegni derivanti dagli Accordi di Parigi) e, più ampiamente, l’integrazione dei 17 SDGs all’interno delle strategie, politiche ed operazioni aziendali (per accelerare il processo e massimizzarne l’impatto).

Come Global Compact Network Italia intendiamo recepire le priorità lanciate dal Global Compact Office di New York all’interno del nostro programma annuale e, parallelamente, lavorare per raggiungere capillarmente nuove zone del nostro territorio e, quindi, nuovi attori quali ad esempio le piccole e medie imprese. A queste, attraverso un roadshow dedicato alla sinergia fra Global Compact ed SDGs, proporremo una nuova visione, insieme a strumenti utili per acquisire consapevolezza e “spostarsi” nella direzione indicata dallo sviluppo sostenibile. Per riuscire al meglio rispetto a queste sfide ambiziose ed urgenti, contiamo come sempre sul supporto istituzionale e la preziosa collaborazione dei nostri partner”.

 

Quali iniziative, come Global Compact Network Italia, avete lanciato recentemente per coinvolgere più da vicino il mondo della finanza?

“Il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) entro il 2030, così come dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, richiede una vera e propria trasformazione da parte delle aziende: una transizione verso modelli sostenibili, basati su principi, capaci di creare significative opportunità di investimento per il settore privato e gli investitori istituzionali. Ecco che gli obiettivi rappresentano un’opportunità unica per stimolare la comunità degli investitori e liberare la creatività e la capacità del settore privato al fine di riorientare significativamente il capitale finanziario a supporto dell’Agenda 2030.

È infatti risaputo che una delle maggiori sfide all’attuazione degli SDGs sia rappresentata da un finanziamento adeguato – le Nazioni Unite stimano che ogni anno dovranno essere mobilitati circa 3-5 trilioni di dollari di investimenti per raggiungere gli obiettivi, e ciò non può essere raggiunto solo con fondi pubblici.

In un contesto in cui l’interesse degli investitori per gli SDGs è in crescita e molti dei maggiori investitori istituzionali nel mondo li considerano un quadro fondamentale per soddisfare la crescente domanda di investimenti ad impatto positivo, la finanza privata ha il potenziale per colmare il deficit di finanziamento. Ciò richiederà però una migliore comprensione e collaborazione tra le istituzioni finanziarie e di sviluppo. Aziende e investitori devono necessariamente lavorare sempre più spesso insieme per affrontare le grandi sfide globali e per far sì che l’adozione di considerazioni ambientali, sociali e di governance (ESG) negli investimenti privati passi da una pratica di gestione del rischio a un motore di innovazione e creazione di valore.

Alla luce di questo contesto, nell’aprile 2019, il Global Compact Network Italia ha dedicato il suo quarto Business & SDGs High Level Meeting al tema della finanza a supporto dello sviluppo sostenibile, da cui sono emerse alcune principali conclusioni: – si è registrata una diffusa sensibilità e disponibilità da parte dei gruppi finanziari e assicurativi rispetto alla promozione d’investimenti in sostenibilità soprattutto in favore di interventi che creino valore per le comunità di riferimento; un approccio “lungimirante” (investimenti di almeno 7 anni nelle iniziative di sostenibilità) è stato sollecitato dalle aziende produttive agli investitori stessi, per far sì che i risultati economici, sociali ed ambientali siano effettivamente misurabili; è stata ribadita l’importanza di un dialogo aperto e trasparente (anche in termini di linguaggio condiviso) fra imprese e investitori per avvicinare sempre di più le due community e favorire la partnership e progettualità condivisa.  

Alla tavola rotonda, hanno preso parte i vertici (Amministratori delegati e Presidenti) di circa 20 company italiane. Sono anche intervenuti in qualità di esperti: Marie Morice, Head of Sustainable Finance di UN Global Compact e Christian Stracke, Global Head of Credit Research di PIMCO.

In considerazione della leadership italiana sul tema della finanza sostenibile, e quindi dell’importante coinvolgimento delle aziende italiane, nonché del lavoro attivo del Global Compact Network Italia su questa tematica A dicembre 2019, inoltre, il Global Compact Network Italia è intervenuto nell’ambito dell’evento di lancio della CFO Taskforce dell’UN Global Compact ospitato da Borsa Italiana a Milano tra gli speaker oltre a Borsa italiana importanti aziende italiane  aderenti al Global Compact Enel, Eni, Generali, Pirelli, Terna e il Global Compact Network Italia.

Durante questi incontro   le aziende hanno potuto confrontarsi sulle proprie strategie di sostenibilità e sui i prodotti finanziari a supporto degli SDG ad oggi emessi, come ad esempio i green bond

La Taskforce, facendo leva sul lavoro portato avanti in questi due anni dalla Action Platform supporterà le aziende, a qualsiasi livello del loro percorso verso la sostenibilità, nel diventare degli attori rilevanti a livello globale per il ripensamento della finanza per lo sviluppo sostenibile. Elemento chiave di questo programma sarà il coinvolgimento diretto dei Direttori Finanziari (CFO) nello sviluppo di soluzioni innovative per il finanziamento degli SDG. 

L’intervento conclusivo di Marco Frey – Presidente del GCNI, ha confermato anche l’importanza di una tassonomia Europea e criteri omogenei per una finanza responsabile”.

Come si misura il raggiungimento degli SDGs indicati dall’Agenda 2030?

I 17 SDG’s si articolano in 160 sotto-obiettivi, nelle aree istituzionale, ambientale, socio-economica e, al livello generale, la commissione statistica delle Nazione Unite ha previsto, nel 2017, una lista piuttosto complessa di oltre 200 indicatori utili per il monitoraggio dei progressi raggiunti dai paesi nell’avanzamento dell’Agenda 2030; indicatori che possono essere utilizzati dai Governi nazionali per riportare attraverso la Voluntary Review i progressi nei diversi settori di intervento.

Andando al settore privato, il Global Compact delle Nazioni Unite richiede a ciascuna azienda aderente di impegnarsi in un processo di reporting annuale sulla sostenibilità (Communication on Progress) specificamente ispirato ai Dieci Principi e ai 17 SDGs per il 2030. Ad oggi, nell’ambito del Global Compact sono stati prodotti e condivisi oltre 66.000 sustainability report.
Le imprese più piccole o meno strutturate, vengono accompagnate nell’avvio di tale attività attraverso linee guida ed il passaggio di modelli semplificati. L’approccio pluriennale è, però, finalizzato al progresso fino all’evoluzione in processi di rendicontazione che si possano definire
“advanced”

Dal 2015, il Global Compact ha intrapreso una partnership con il GRI – Global Reporting Initiative e lanciato diversi strumenti per supportare le aziende nella reportistica. La consapevolezza da cui si parte, è che nessuna azienda persegue tutti gli SDG’s, ma si concentra su quelli che sono prioritari rispetto al proprio core business. In particolare, dopo la prima ed introduttiva SDG Compass del 2015, sono stati lanciati due report di approfondimento: Analysis of the Goals and Targets, pubblicazione incentrata su un insieme di indicatori a supporto della misurazione dell’impatto in termini di avanzamento degli SDGs e Integrating the SDG’s into Corporate Reporting a Practical Guide”, contenente target ed obiettivi prioritari a seconda del settore e del modello di business dell’impresa. Questa seconda pubblicazione è stata sviluppata come parte integrante della Piattaforma UNGC “Reporting on SDG’s”, che permette a sua volta la condivisione di best practices e l’interlocuzione e il confronto fra aziende di diversi settori merceologici e fra queste e i rappresentanti di società civile, Governi e agenzie ONU.

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