In Svizzera paragonano esistenza contanti ad avere un fucile in casa

19 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

GINEVRA (WSI) – L’abolizione dei contanti si può associare a una perdita delle libertà individuali. La sua esistenza consente di difendersi dal controllo dello Stato, un po’ come un’arma da fuoco detenuta in casa permette al cittadino di difendersi in caso del bisogno.

Lo sostengono due politici svizzeri di destra, Philip Brunner e Manuel Brandberg del Partito Popolare Svizzero (SVP), che hanno avanzato una mozione nel cantone di Zug in cui si chiede l’introduzione di una banconota da 5.000 franchi svizzeri.

Secondo i due liberalconservatori è tempo che la Svizzera vada nella direzione opposta rispetto all’Europa, dove stanno imponendo limiti sempre maggiori al cash per scongiurare una corsa agli sportelli nell’era dei tassi negativi in cui si troviamo. Per farlo la banca centrale dovrebbe incominciare a produrre banconote di taglio ancora più grosso.

Con le misure di controllo delle transizioni in contante intraprese nei paesi membri dell’Ocse e nell’Unione Europea, con la scusa di combattere l’evasione fiscale e la criminalità più in generale, si è vista di recente una preoccupante tendenza a indebolire le libertà individuali e esercitare un controllo maggiore sui cittadini.

Contante paragonabile al fucile in casa

In un contesto di tassi di interesse negativi “il contante è paragonabile al fucile che viene conservato in casa dai cittadini svizzeri che hanno svolto il servizio militare (sebbene senza proiettili a portata di mano, NdR): garantisce il rispetto delle propria libertà“.

In Francia e in Italia i pagamenti in contanti superiori ai 1.000 euro non sono concessi e la questione dell’abolizione del cash è stata discussa seriamente e presa in considerazione in Europa“, dice Brunner sulla sua pagina Facebook.

Un mondo in cui i pagamenti elettronici diventano la sola opzione consentirà ai governi di esercitare una “sorveglianza totale” sui cittadini, secondo i due politici. Come in una società distopica in cui a governare è un regime totalitario, sulla falsa riga di quella descritta nel Grande Fratello di George Orwell.

La Banca Nazionale svizzera ha già fatto sapere di non essere interessata. Walter Meier, portavoce dell’istituto responsabile del denaro svizzero, ha detto al quotidiano for ’20 Minuten’ che non è prevista l’introduzione di banconote di taglio più grosso come propongono i due politici di destra.

Se la proposta di introdurre banconote di taglio ancora più grosso in Svizzera, un paese dove le banconote sopra i 500 franchi rappresentato il 60% del denaro prelevato in banca, da tutte le partici sarebbe una corsa a parcheggiare i propri soldi in Svizzera o convertirli in cash elevetico. La bancanota da 1.000 franchi in circolazione nel paese è quella che vale di più in tutta Europa ed è seconda solo a quella da 10 mila dollari disponibile a Singapore.

Come Ben Bernanke ha detto nel 2002, una volta che le banche centrali stampano denaro e i tassi sono negativi, l’iperinflazione può manifestarsi rapidamente. Con un contesto di prezzi al consumo in gran rialzo – a meno che a quell’ora i contanti non siano già stati vietati – allora sì che si presenterebbe la necessità di banconote di grosso taglio Basta vedere cosa è successo in Zimbabwe.

Fonte: The Local