Scenari: in caso di crisi debito “bailout e governo tecnico”

18 Giugno 2019, di Alessandra Caparello

Con l’aumento delle tensioni commerciali, l’economia globale sembra ormai una bicicletta traballante, che può ribaltarsi al minimo dissesto della strada. Il paragone lo fa  Keith Wade, Chief Economist and Strategist di Schroders che prevede per il 2019 una crescita globale del 2,8%, e per il 2020 al 2,6%, mentre per l’inflazione +2,6% quest’anno a livello globale.

Sullo sfondo gli USA e la Cina si muoveranno lentamente nella direzione di un accordo commerciale entro la fine dell’anno, a seguito del quale entrambe le parti ritireranno i più recenti aumenti dei dazi. Questo è lo scenario di base per cui l’esperto di Schorders stima una probabilità del 60%. Ma vi sono anche una serie di scenari alternativi a quello di base, tre in particolare il cui impatto sarebbe stagflazionistico – vale a dire, causerebbe un’inflazione persistente e una crescita stagnante.

Tra questi scenari potrebbe realizzarsi, dice l’esperto, la nuova crisi del debito italiano. Dopo un periodo di calma, questo tema è tornato alla ribalta, con la Commissione Europea che minaccia una sanzione di 3,5 miliardi di euro per violazioni delle regole sul debito.

Secondo lo scenario elaborato da Schroders, la tensione tra Roma e Bruxelles si rinnoverà in autunno, quando verrà preparata la legge di bilancio per il 2020 con il risultato di un aumento della volatilità del mercato, rendimenti dei Btp a 10 anni in crescita fino al 6%.  Ma la soluzione che prospetta l’analista è ancor peggiore.

La situazione si risolverebbe solo con un bail-out del Paese, l’instaurazione di un Primo Ministro tecnico e l’attivazione del programma OMT della BCE. A quel punto ripartirebbe anche il quantitative easing della BCE, perché l’Eurozona si troverebbe davanti alla minaccia di una forte recessione.

A dover di cronaca è bene precisare che però a questo scenario di nuova crisi del debito italiano a cui si affianca una nuova guerra commerciale tra USA e resto del mondo e il balzo del petrolio a 100 dollari a barile, viene attribuito il 16% di probabilità nel complesso.