Team di Trump contro la Germania: “euro troppo sottovalutato”

31 Gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Boom per le quotazioni dell’euro, dopo che Peter Navarro, responsabile del nuovo National Trade Council dell’amministrazione Trump, ha riferito al Financial Times che l’euro è “un marco tedesco implicito“, la cui bassa valutazione ha permesso alla Germania di godere di un vantaggio competitivo nei confronti dei suoi principali partner commerciali dell’ Unione europea

Navarro ha proferito le parole “grossly undervalued“, ovvero “esageratamente sottovalutato”, contribuendo all’escalation di una guerra valutaria che sta già ridisegnando la mappa del forex, visto che sono passati pochi giorni da quando Donald Trump ha affermato che il dollaro è troppo forte.

Le politiche promesse da Trump, composte da un mix di spese pubbliche nelle infrastrutture e tagli al fisco e volte alla creazione di numerosi posti di lavoro in America, avevano in un primo tempo favorito il dollaro, nell’ottica di una reflazione. Tali prospettive hanno spinto gli investitori a scommettere su un ciclo dei rialzi dei tassi più accelerato del previsto da parte della Federal Reserve.

Navarro ha anche affermato che la Germania è uno dei principali ostacoli alla realizzazione del TTIP, il patto transatlantico di libero scambio, e che ormai le trattative tra gli Stati Uniti e l’Europa sul Trattato sono di fatto a un punto morto.

Attacco Usa alla Germania, euro ai massimi di 5 giorni

“Uno dei grandi ostacoli perché il TTIP sia interpretato come un accordo bilaterale (tra Europa e Usa) è la Germania, che continua a sfruttare gli altri paesi dell’Unione Europea e anche gli Stati Uniti servendosi di un ‘marco tedesco implicito’ che è estremamente sottovalutato”, ha dichiarato Navarro stando a quanto riportato dal quotidiano finanziario inglese.

“Gli squilibri della bilancia commerciale della Germania rispetto al resto dell’Ue e agli Stati Uniti sono la prova dell’eterogeneità economica all’interno dell’Ue – ovvero: si tratta di un trattato multilaterale travestito da patto bilaterale”.

Da segnalare che sul Forex l’euro ha ceduto ben il 23% nei tre anni conclusi lo scorso dicembre nei confronti del dollaro, fino a scendere questo mese a $1,0339, al minimo in 14 anni. Oggi, forte di un balzo di oltre mezzo punto percentuale, dopo aver testato i massimi degli ultimi cinque giorni in area $1,0764, l’euro si attesta sopra quota 1,0750 dollari.

Da parte sua il dollaro Usa ha perso terreno contro le principali valute rivali da ieri, in seguito al divieto agli ingressi per i cittadini di sette paesi di fede musulmana. Il biglietto verde ha ceduto l’1% ieri in seduta e si avvia a chiudere il mese con la peggiore performance a gennaio dal 2008.