Grecia, la svolta dopo anni austerity: aumenta salario minimo

29 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

La Grecia dice addio definitivamente all’austerity.  Era il 20 agosto scorso quando Atene è uscita dal piano di salvataggio concordato con l’Unione Europea e cinque mesi dopo il premier Alexis Tsipras annuncia l’aumento del salario minimo mensile dell’11%, passando da 586 a 650 euro.

Sta crescendo la fiducia nella nostra economia, possiamo permettercelo. Lo dobbiamo a chi ha sofferto di più durante la crisi. E’ il minimo che si possa fare per i lavoratori che hanno sofferto per tutti quelli che hanno visto i loro salari perdere di valore”.

Così il premier e leader di Siryza in televisione annuncia la proposta di legge che porterà il salario minimo dei greci ai livelli del 2012, con la benedizione di Unione Europea, Banca centrale Europea e Fondo Monetario internazionale. A dicembre scorso il Parlamento ellenico aveva votato a favore di una mozione presentata dalla coalizione di governo per ritirare il piano dei tagli alle pensioni statali.

Oggi inoltre Atene ricolloca i suoi titoli su mercati finanziari con il lancio di un bond a cinque anni, scadenza aprile 2024, con ordini che superano gli 8,5 miliardi di euro con guidance del rendimento a rivista a 3,6%/3,7% dopo indicazioni preliminari a 3,75%/3,875%. Atene ha affidato il mandato di gestire l’emissione a Bank of America Merril Lynch, Goldman Sachs, Hsbc, JP Morgan, Morgan Stanley e Societe Generale.

Lancio di bond da una parte e pensioni e salari minimi dall’altra, due misure popolari che si gioca oggi il premier in vista delle elezioni per risalire nei consensi visto che gli ultimi sondaggi danno Syriza in caduta libera.