Grecia infuriata: da Fmi piano per creare crisi creditizia

4 Aprile 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Il Fondo Monetario Internazionale aveva un piano segreto per usare il pretesto del referendum sulla Brexit per fare scoppiare una crisi creditizia in Grecia che spingesse il paese fortemente indebitato sull’orlo del default.

A rivelare le macchinazioni che altrimenti sarebbero rimaste nell’ombra è stata Wikileaks, che ha pubblicato il testo della conversazione tenuta durante una teleconferenza tra due alti funzionari dell’organizzazione con sede a Washington, uno dei principali creditori del paese europeo dalle finanze disastrate.

Il dialogo ha avuto luogo il 19 marzo di quest’anno ed è intercorso tra Poul Thomsen, a capo del dipartimento europeo dell’Fmi e Delia Velkouleskou, il capo della missione del Fondo in Grecia. Parlando della strategia da tenere per mettere sotto scacco il governo greco, riluttante a riformare ulteriormente il sistema pensionistico e ad adottare altre misure draconiane.

È sostenuto dalla maggior parte degli economisti che l’unica via d’uscita dalla crisi economica e finanziaria per la Grecia sarebbe quella di vedere concesso un “perdono del debito” nella forma di una ristrutturazione o svalutazione del passivo statale.

Minaccia di destabilizzazione politica in Europa

I responsabili del Fondo spiegano qual è il loro piano astuto e maligno: dire alla Germania che l’organizzazione è pronta ad abbandonare la troika dei creditori se l’Fmi e la Commissione europea non trovano un accordo su come risolvere l’annoso problema del debito greco.

I funzionari dicono che ci vorrebbe la “minaccia di una catastrofe finanziaria imminente” perché altri siano costretti ad accettare le misure drastiche di austerità, come la riduzione del sistema pensionistico e le condizioni di lavoro. A questo proposito Thomsen e Velkouleskou prendono in considerazione l’idea di varare “un piano che provochi un evento creditizio in Grecia e destabilizzi l’Eurozona“.

Secondo le rivelazioni di Wikileaks, l’Fmi che da agosto 2015, quando è stato concesso un terzo piano di aiuti al paese in crisi, sta facendo pressioni perché il debito venga ridotto – ritiene che una crisi creditizia sia l’unica possibilità per raggiungere un accordo. Mettere il governo Tsipras con le spalle al muro intorno a questa estate, in concomitanza con il referendum del 23 giugno sulla potenziale uscita del Regno Unito dall’Ue, viene giudicata come la strategia migliore per chiudere una volta per tutte la questione.

I funzionari fanno un collegamento diretto tra la vicenda greca e il voto popolare sulla Brexit, facendo capire che la concomitanza dei due eventi potrebbe essere una reale minaccia di destabilizzazione politica in Europa.

La Germania si oppone fermamente a una svalutazione del debito greco, perché nel farlo perderebbe molti soldi e leva politica. L’intenzione dell’Fmi, quindi, non è solo quella di minacciare la Grecia ma anche di convincere la Cancelliera tedesca Angela Merkel a seguire la propria linea. Per costringerla ad accettare le richieste – almeno così si capisce dalle strategie negoziali adottate – l’Fmi è pronto a qualsiasi cosa.

La conversazione, di cui si può leggere la trascrizione riportata per intero qui sotto, dimostra anche come il governo ellenico sia una marionetta i cui fili sono mossi dall’Fmi. Con il terzo piano di salvataggio, l’esecutivo ellenico di orientamento di sinistra ha iniziato a dire qualche no all’austerity e rifiutare di scendere a compromessi, come invece era accaduto prima, fin dal primo programma di aiuti esterni concordato con la troika.

La prossima tappa dell’odissea greca vede un incontro cruciale nei prossimi giorni per stringere un nuovo accordo che sia in grado di sbloccare il nuovo pacchetto di sostegno economico necessario a saldare un debito da 3,5 miliardi di euro nei confronti di Fmi e Bce, il quale va a scadenza a luglio. Una volta raggiunta l’intesa, i creditori si riuniranno a Washington per discutere della possibilità di alleggerire il debito greco.

La conversazione integrale originale

THOMSEN: Well, I don’t know. But this is… I think about it differently. What is going to bring it all to a decision point? In the past there has been only one time when the decision has been made and then that was when they were about to run out of money seriously and to default. Right?

VELKOULESKOU: Right!

THOMSEN: And possibly this is what is going to happen again. In that case, it drags on until July, and clearly the Europeans are not going to have any discussions for a month before the Brexits and so, at some stage they will want to take a break and then they want to start again after the European referendum.

VELKOULESKOU: That’s right.

THOMSEN: That is one possibility. Another possibility is one that I thought would have happened already and I am surprised that it has not happened, is that, because of the refugee situation, they take a decision… that they want to come to a conclusion. Ok? And the Germans raise the issue of the management… and basically we at that time say “Look, you Mrs. Merkel you face a question, you have to think about what is more costly: to go ahead without the IMF, would the Bundestag say ‘The IMF is not on board’? or to pick the debt relief that we think that Greece needs in order to keep us on board?” Right? That is really the issue.

VELKOULESKOU: I agree that we need an event, but I don’t know what that will be. But I think Dijsselbloem is trying not to generate an event, but to jump start this discussion somehow on debt, that essentially is about us being on board or not at the end of the day.

THOMSEN: Yeah, but you know, that discussion of the measures and the discussion of the debt can go on forever, until some high up.. until they hit the July payment or until the leaders decide that we need to come to an agreement. But there is nothing in there that otherwise is going to force a compromise. Right? It is going to go on forever.

Fonte: Wikileaks