Ubs, Italia: con spread giù opportunità per gli investimenti green

17 Settembre 2019, di Alberto Battaglia

Rispetto a quello precedente, il nuovo governo giallorosso piace un po’ meno agli italiani (ad aprile il consenso rilevato da Noto Sondaggi era al 46%, contro l’attuale 43% del Conte bis emerso dalle ultime rilevazioni Ipsos), ma sembra convincere gran parte degli altri attori della scena politico-finanziaria.
A dimostrarlo in modo evidente è l’andamento costo del debito pubblico. Come ha fatto notare Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, il rendimento del Btp a 10 anni è passato dall’1,8% del 9 agosto, all’indomani della famosa invocazione salviniana dei “pieni poteri”, a circa lo 0,8% attuale. “Con i rendimenti dei Btp ai minimi storici si apre un’opportunità di ridurre il debito, che non va sprecata come è successo tante volte in passato”, ha scritto Ramenghi nella sua nota Regional view, per quanto il rallentamento dell’economia europea stia orientando “l’atteggiamento verso politiche fiscali meno austere”.

Se, da un lato, gli obiettivi del nuovo governo sembrano concentrati sull’abbassamento del cuneo fiscale e sulla sterilizzazione dell’aumento Iva, Ramenghi auspica che il “clima di ritrovata stabilità e armonia con l’Unione europea” possa “dare impulso agli investimenti in capitale fisso lordo”.
A tal proposito il Cio di Ubs sottolinea l’importanza del cosiddetto Green new deal, ovvero del programma di sostenibilità ambientale incluso nelle linee di indirizzo dell’esecutivo. “Migliorare la sostenibilità ambientale dell’Italia potrebbe creare un buon volano per il settore delle costruzioni se venissero affrontati temi come, ad esempio, l’efficienza energetica delle abitazioni esistenti”, ha scritto Ramenghi, “sarebbe un modo per far bene sia all’ambiente che all’economia”.

Nei giorni scorsi da Moody’s, che ha fornito alcuni segnali di cauto ottimismo sugli effetti che il nuovo governo italiano potrebbe avere sul merito di credito del Paese. Secondo Moody’s il Conte bis sarà “meno euroscettico del precedente governo della Lega-M5S” e “meno conflittuale verso l’Europa”, per quanto manchi ancora un “programma di politica economica coerente”. Questo aspetto, unito ai “livelli elevati di debito pubblico che non sono destinati a diminuire nei prossimi anni e a una crescita lenta” sono alla base del rating Baa3 con una prospettiva stabile.