Governo e Ue salveranno Mps, non gli obbligazionisti

22 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Tra poche settimane gli investitori potranno tornare a vendere o comprare titoli Mps. La banca dovrebbe infatti tornare ben presto a scambiare alla Borsa di Milano, ma non lo farà più in qualità di istituto privato, bensì con uno status ben diverso, ovvero come società controllata pro tempore dello Stato italiano.

Lo sostiene Milano Finanza in un articolo intitolato come sarà Mps di Stato”. Secondo il quotidiano finanziario a giugno scatterà l’ingresso del Tesoro e la conversione dei bond subordinati: “per gli ex obbligazionisti sarà una scommessa con molte incognite”.

L’intesa di natura politica stretta con la Commissione Europea, l’organo esecutivo dell’Ue, sarà l’ultimo stadio di una lunga trattativa che “ha messo a dura prova la tenuta della banca e, essendo stato necessario per definire una linea interpretativa coerente per i prossimi interventi, il preludio al salvataggio di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, su cui grava ancora l’incertezza” scrive CityWire, sito di informazione per consulenti finanziari e investitori.

Si parla di incertezza perché, non essendo grandi banche critiche per il sistema in toto, le due banche venete rischiano di non poter far ricorso agli aiuti pubblici via l’aumento di capitale precauzionale e di non giovare dello stesso trattamento “di favore” a cui ha potuto fare affidamento la disastrata MPS.

In un secondo momento a intervenire in soccorso della banca più antica del mondo in crisi patrimoniale sarà il Tesoro che a inizio giugno definirà sia l’applicazione del burden sharing (disciplina incardinata sulla direttiva Brrd e sulla legge Salva Risparmio) che la sottoscrizione delle azioni per poi procedere attivamente con il salvataggio.

“Nelle stesse settimane la banca dovrà risolvere anche il problema delle perdite pregresse e previste in ottemperanza con quanto previsto dalla normativa. L’articolo 32 della direttiva Brrd prevede infatti che la ricapitalizzazione precauzionale non venga utilizzata “per compensare le perdite che l’ente ha accusato o rischia di accusare nel prossimo futuro” e debba invece limitarsi a “far fronte alle carenze di capitale stabilite nelle prove di stress”.