G7, alert di Trump sulla Corea: rialzisti in fuga

26 Maggio 2017, di Daniele Chicca

Le parole pronunciate da Trump al G7 sulla minaccia nucleare rappresentata dalla Corea del Nord hanno innescato una corsa ai beni rifugio e una fuga dagli asset rischiosi sui mercati. Intervenuto poco prima dell’avvio dei lavori al G7 di Taormina il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che la Corea del Nord rappresenta un “grosso problema. Il commander-in-chief Usa ha cercato al contempo di rassicurare il premier giapponese Shinzo Abe nel corso dell’incontro bilaterale.

“È un grosso problema, è un problema di tutto il mondo e sarà risolto. Prima o poi sarà risolto, ci può scommettere”. Più che confortare i mercati, con quel suo “sarà risolto” Trump ha alimentato invece il nervosismo facendo intendere tra le righe che c’è la possibilità di uno scontro militare se Pyongyang, un piccolo paese economicamente e geograficamente, ma pericoloso perché isolato e estremamente militarizzato, non interromperà i suoi programmi e test nucleari.

Dopo le dichiarazioni pronunciate da Trump prima dell’inizio ufficiale dei lavori al vertice dei grandi del mondo in Sicilia, l’azionario si è indebolito (segui live blog di mercato) e l’oro, considerato bene rifugio per eccellenza dagli investitori, al momento sale di quasi l’1% sopra quota 1.265,50 dollari l’oncia.

Il presidente del Consiglio europeo ha fatto sapere ai giornalisti che Trump ha assunto un atteggiamento molto duro quando a Bruxelles durante il vertice della Nato si è entrati nel merito della minaccia nordcoreana. Donald Tusk ha precisato che gli Stati Uniti possono contare sull’appoggio dell’Ue in questo frangente.

Dal punto di vista diplomatico, Trump si è fatto probabilmente qualche nemico in più, tuttavia, a Bruxelles per via delle dichiarazioni critiche fatte agli alleati della Nato. Trump ha incontrato i vari leader mondiali e parlando davanti a tutti ha criticato i 23 paesi su 28 che non versano soldi a sufficienza per la causa comune dell’organizzazione e che questo deve cambiare. In passato Trump ha minacciato di ridurre i finanziamenti americani per la Difesa della Nato, come ha già fatto per alcune organizzazioni dell’Onu (l’OIM sui migranti, per esempio).

A gennaio Trump ha definito l’alleanza atlantica “obsoleta” prima di fare marcia indietro in aprile (“non è più obsoleta”). Queste uscite e la presa di posizione del nuovo inquilino della Casa Bianca preoccupano i paesi alleati. Trump ha rifiutato di dire apertamente che è a favore dell’articolo 5, il quale stipula che un qualsiasi Stato membro sotto attacco debba essere aiutato dagli altri alleati. È un principio volto a garantire la pace tra i paesi del blocco.

L’agenda politica di Trump è incentrata su un grande principio di base: “America First“, vale a dire fare l’interesse dei contribuenti americani. Anche se questo vuol dire dare meno soldi alla Nato o avere la libertà di scegliere di rifiutarsi di intervenire in soccorso di un paese alleato se pensa che non ce ne sia bisogno.