Borsa Milano -2%, Saxo Bank: “Draghi ha fermato bagno sangue. Ma non basta”

25 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude le contrattazioni in ribasso di due punti percentuali, con le banche che, a parte l’eccezione di MPS che è salita anche +7,7% nelle prime battute della seduta, rimangono sotto intensa pressione. Le quotazioni della banca senese, su cui si susseguono i rumor di un’eventuale fusione, hanno recuperato in tre giorni un a percentuale record +49%. Pop Milano, Banco Popolare e Unicredit cedono più del 6%.

Intanto oltre al settore bancario (indice di riferimento in calo del 4% in Italia), a distinguersi in negativo in Europa è stato quello petrolifero. Le quotazioni del petrolio hanno nuovamente intrapreso la strada dei ribassi dopo che l’Iraq ha annunciato una produzione record e dopo che Saudi Aramco, un colosso saudita energetico, ha annunciato che non ha intenzione di ridurre gli investimenti.

Così, in una intervista rilasciata a Bloomberg, Peter Garny, responsabile della strategia dell’azionario presso Saxo Bank, commenta l’andamento volatile dell’azionario:

“Draghi ha fermato in parte il bagno di sangue della scorsa settimana, ma rimangono interrogativi sul contesto macroeconomico globale. Gli investitori stanno perdendo la fiducia sulle valutazioni delle azioni. Se l’economia mondiale rallenta, non è possibile giustificare i multipli che stiamo pagando. Il collasso dei prezzi del petrolio continua a fare vittime tra i bilanci societari. Siamo ancora positivi sull’azionario e i mercati potrebbero segnare ancora un recupero, ma ovviamente questa settimana ci sono diversi eventi che porteranno il rischio”.

Le ultime due sessioni della scorsa settimana hanno portato l’indice di riferimento dell’azionario europeo Stoxx 600 Europe a un valore pari a 14,4 volte i profitti attesi, lo scorso venerdì, contro il minimo di 13,8. L’indice ha perso -7,5% nel mese di gennaio, al ritmo più forte da agosto e si avvia a soffrire il peggior inizio anno dal 2008.

I titoli azionari italiani, riporta Bloomberg, sono tra i peggiori in Europa sulla scia delle preoccupazioni che riguardano i crediti deteriorati delle banche.

Tornando alla sessione odierna, focus sul titolo Saipem che, nel giorno del via libera all’aumento di capitale, inizialmente non ha fatto prezzo, con un balzo teorico +20%, poi è entrata nelle contrattazioni con un guadagno di quasi +7%, ed è stata nuovamente sospesa per eccesso di rialzo con oltre +13%. In calo invece i diritti, che segnano un calo teorico -18%, non riuscendo ancora a fare prezzo.

Riguardo ai termini dell’operazione di aumento di capitale, il rapporto di assegnazione è di 22 nuove azioni ogni 1 azione ordinaria e/o di risparmio Saipem detenuta, a un prezzo di 0,362 euro, con uno sconto del 37% sul Terp.  I diritti di opzione saranno esercitabili a pena di decadenza dal 25 gennaio all’11 febbraio mentre saranno inoltre negoziabili in Borsa fino al 5 febbraio. Intanto si scommette sull’arrivo di un nuovo contratto in Iran, in attesa della visita del presidente del paese Rouhani in Italia.

Dietrofront deciso per le quotazioni del petrolio, dopo le operazioni di short covering del fine settimana e della domanda di carburante dovuta al calo delle temperature negli Stati Uniti.

I prezzi della materia prima sono balzati fino ad anche il +10% nella sessione di venerdì, ma ora sia il contratto WTI Crude che il Brent Crude oscillano attorno a $31 al barile con perdite superiori al -3%.

Scettico sulla ripresa del greggio Herald Van Der Linde, responsabile strategia sull’azionario dei mercati APAC presso HSBC, che ha affermato come “la domanda (di petrolio) nel mondo non sia estremamente forte” e che “in diverse parti del mondo, si è alle prese con il problema della deflazione“.

Sul valutario, mettendo da parte la delusione per i dati macro pubblicati in Germania, l’euro ha recuperato terreno sul dollaro, sopra quota $1,08. Dollaro/yen in calo, rimanendo sopra JPY 118,40.

In Asia sulla Borsa di Tokyo l’indice Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,90% a 17.110,91 punti. Shanghai ha fatto invece +0,78%.

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Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 20169:58

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari accelera al ribasso, cedendo -0,94% a 18.850,01 punti. MPS entra nelle contrattazioni con un rialzo superiore a +4% dopo non essere riuscita a fare prezzo, mentre BPM è sospesa per eccesso di ribasso con un calo teorico -3,79%. Sotto pressione anche le altre banche: Ubi Banca e Unicredit perdono oltre -2%. Forti perdite per Cnh Industrial, che cede -4,49%. Saipem rimane in asta di volatilità nel giorno del via libera all’aumento di capitale. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201610:00

Le quotazioni del petrolio tornano a fare dietrofront, con il WTI Crude -2,36% a $31,43 e il Brent Crude -2,83% a $31,27. Oro in rialzo, +0,57% a $1.104,22. Sul mercato valutario, euro/dollaro +0,34% a $1,0833; dollaro/yen -0,40% a JPY 118,30. Euro/yen piatto, -0,09% a JPY 128,14. Euro/sterlina +0,36% a GBP 0,7598. Euro/franco svizzero +0,13% a CHF 1,0980. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201610:54

Il listino ATG benchmark della Borsa di Atene ha riportato una performance migliore rispetto all’azionario europeo, salendo +1,2% all’inizio della sessione dopo la decisione di S&P, annunciata lo scorso venerdì, di rivedere al rialzo il rating sul paese.L’agenzia di rating ha alzato la valutazione a “B-” da “CCC+”, motivando la decisione con il rispetto delle condizioni, da parte della Grecia, delle condizioni del terzo piano di salvataggio, del valore di 86 miliardi di euro. Standard & Poor’s ha affermato che la Grecia si sta mostrando più resistente rispetto a quanto i mercati avevano previsto. Lo scorso anno, l’azionario ellenico aveva perso -30% circa del suo valore. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201610:58

I mercati azionari europei hanno iniziato la settimana di contrattazioni all’insegna della cautela, complice il dietrofront dei prezzi del petrolio. Così Rebecca O’Keeffe, di Interactive Investor: “La correlazione tra il petrolio e l’azionario rimane un fattore chiave per i mercati, con gli investitori che prevedono che i bassi prezzi del petrolio costringeranno i fondi sovrani a smobilizzare i loro investimenti, invece di investire. Dopo i commenti di Draghi, che ha dato il via a una svolta spettacolare sui mercati, la scorsa settimana, l’attenzione rimane ferma sulle banche centrale, con i meeting della Bank of Japane e della Federal Reserve di questa settimana, che assumeranno un significato ancora maggiore, dal momento che gli investitori vogliono capire come le banche centrali sosterranno i mercati in questo contesto di volatilità”. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201611:02

Forte delusione per l’indice Ifo della Germania, che misura il sentiment sull’economia basandosi un sondaggio a cui partecipano gli imprenditori. Il sondaggio mensile mostra che le aziende sono meno ottimiste sul futuro. L’indice Ifo relativo alla “valutazione attuale” è sceso a 112,5 da 112,8 punti, mentre quello delle attese è calato da 104,6 a 102,4 punti. Il dato si riferisce al mese di gennaio. Holger Sandte, analista presso Nordea, ha fatto notare che il settore manifatturiero della Germania continua a scontare i problemi economici globali. German IFO index tracked against GDP

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201611:04

Tonfo del 3,7% per il Pil della Russia nel 2015. Si tratta del calo peggiore dal 2009 e dai giorni successivi al crac Lehman Brothers. La crisi russa conferma gli effetti del crollo dei prezzi del petrolio, che ha zavorrato le entrate fiscali del paese. Incidono negativamente anche le sanzioni occidentali, dal momento che queste frenano le esportazioni e l’accesso ai capitali. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201611:07

Tornando all’indice Ifo, lo stesso istituto ammette: “L’anno è iniziato con una sorpresa spiacevole per l’economia tedesca”. Da segnalare che la componente relativa alle aspettative sull’economia ha segnato la flessione più forte da quando, nel giugno del 2012, Mario Draghi, numero uno della Bce, ha annunciato di fare il possibile per salvare l’euro. La componente dei servizi ha segnato anch’essa un calo significativo a gennaio, attestandosi al minimo in sei mesi. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201612:05

L’indice Ftse Mib di Piazza Affari rimane sotto pressione, cedendo -0,54% a 18,925,68 punti. Giù le banche, con Ubi Banca -5,08%, Unicredit -3,96%, Intesa SanPaolo -1,18%, Mediobanca -1,81%. Mps in controtendenza, balza fino a +6% ma poi riduce velocemente i guadagni e al momento sale di appena +1,67%. Male Bper -2,10%, BPM -3,79%, BP -3,57%. Tra i titoli di altri settori, focus su Saipem, che entra nelle contrattazioni con un rialzo +6,72% a 0,5645 ma viene subito sospesa per eccesso di rialzo. Mediaset -0,74%, Telecom Italia -0,85%. Giù Cnh Industrial -3,43% a 5,48 euro che è stata anche sospesa per eccesso di ribasso e che ora cede. JP Morgan ha confermato il rating “underweight” con target a 5 euro. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201612:08

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund -1,51% a 107,10 punti base, con i rendimenti sui BTP decennali che cedono -1,95% all’1,54% e i tassi sui Bund a 10 anni che arretrano -2,95% allo 0,47%. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201612:11

Sell sui prezzi del petrolio, con il WTI Crude che cede -2,45% a $31,40 e il Brent -1,80% a $31,60. Incide la dichiarazione della società petrolifera statale saudita Saudi Aramco, che ha ribadito l’intenzione di proseguire con gli investimenti, confermando di non aver ridotto la propria capacità di investimenti nonostante il crollo delle quotazioni di petrolio. Arriva inoltre anche una notizia sulla Cina, che avrebbe ridotto l’utilizzo di diesel del 5,6% a dicembre su base annua. A New York, i futures sul contratto WTI sono scesi fino a -4,1%. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201612:20

In calo la Borsa dell’Arabia Saudita, che risente della flessione dei prezzi del petrolio. L’indice benchmark TASI cede -0,8%, dopo essere balzato nella sessione della vigilia +2,7%. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201612:28

Il calo dei prezzi del petrolio mette nuovamente sotto pressione i titoli delle società petrolifere ed energetiche in Europa. L’indice Stoxx oil and gas in calo di oltre -2%. Di seguito la tabella mostra i titoli del settore. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201613:33

Indice Ftse Mib -0,81% a 18,875,12 punti. Mps vira in rosso con -0,40% a 0,747 euro, azzerando tutti i guadagni. Si intensificano i sell sulle banche, con Bper -2,71%, BPM -4,22%, BP -4,62%, Unicredit -4,01%, Ubi Banca -3,93%, Mediobanca -2,26%, Intesa SanPaolo -1,33%. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201614:40

Nel corso del 2015 l’economia della Grecia si è contratta dello 0,2%. Lo ha reso noto Yannis Stournaras, governatore della Banca centrale del paese. Parlando alla Camera di Commercio Ellenico-americana, il governatore ha detto che il paese rimarrà in recessione nel primo semestre del 2016, indicando la possibilità di una ripresa nel corso dell’anno. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201614:42

I mercati emergenti hanno esteso i guadagni di venerdì scorso, con l’indice MSCI emerging market index che ha concluso la sessione in rialzo +0,9%, al massimo in 10 giorni. E’ la prima volta dalla fine di dicembre che il listino chiude in positivo per due sessioni consecutive. 

Laura Naka Antonelli 25 Gennaio 201614:44

L’indice Ftse Mib peggiora, riportando una perdita -1,31% a 18.778,68. Mps sotto pressione, perde -2,20%; male le banche con BP che cede -4,62%. Unicredit -4,26%, mentre Intesa SanPaolo limita la flessione a -1,40%.

Daniele Chicca 25 Gennaio 201616:16

Continua il momento no del petrolio, che sta erodendo i guadagni della seduta precedente. Tra i motivi del calo il nuovo record toccato dalla produzione dell’Iran in dicembre e la decisione del gigante petrolifero saudita Saudi Aramco di non ridurre gli investimenti nella nuova catena produttiva. 

È molto preoccupato Abdalla el-Badri, segretario generale dell’Opec, secondo cui i membri ma anche i paesi non membri del cartello dei maggiori esportatori del mondo (come la Russia) dovrebbero cercare di risolvere insieme la spinosa questione dell’eccesso di offerta

Daniele Chicca 25 Gennaio 201617:41

Il listino Ftse MIB ha perso il 2,03% chiudendo a quota 18.632,42 punti. Saipem ha guadagnato più di sei punti percentuali, mentre Unicredit, Bpm e BP pagano le incertezze sul settore bancario e sulla bad bank dove fare convergere le sofferenze (i crediti deteriorati hanno superato i 201 miliardi di euro).