Fondo Atlante e Def: Italia non teme l’Ue

13 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Mentre i dubbi sull’efficacia del fondo privato a sostegno delle banche più travagliate d’Italia hanno affossato il settore in Borsa, con Piazza Affari che ieri è stata l’unica in ribasso in Europa, il capo del Tesoro ha voluto rassicurare gli animi sullo stato di salute del sistema finanziario italiano. La Bce e l’Unione Europea non si opporranno al fondo, secondo Pier Carlo Padoan.

L’operazione fondo Atlante, veicolo finanziato da capitali privati destinato a fungere da backstop sugli aumenti di capitale e a rilevare le 260 miliardi di euro di sofferenze lorde dai bilanci degli istituti di credito più in crisi, ha dato vita a “uno strumento privato” dove “il governo ha fatto da facilitatore”.

Lo ha dichiarato Pier Carlo Padoan in una intervista al quotidiano Il Sole 24 Ore, in cui il ministro dell’Economia ha anche assicurato che l’Italia non corre “nessun rischio con l’Unione Europea su banche e Def”.

Il Documento di economia e finanza è stato “già condiviso con Bruxelles”, spiega Padoan, ricordando che resta l’obiettivo di ridurre le tasse “ma con tagli alla spesa” pubblica. Quello che si dimentica di dire l’ex funzionario dell’Ocse è che la spending review è stata un mezzo fallimento finora.

Dal lato delle privatizzazioni, spazio per una ulteriore tranche di Poste Italiane, “possiamo scendere mantenendo il controllo”, sottolinea il Ministro.

Sul tema del recupero delle entrate fiscali e della lotta all’evasione e all’elusione fiscale, soprattutto dopo il caso dei Panama Papers, “facciamo il tagliando alla voluntary disclosure, se la macchina funziona, la usiamo ancora”, ha osservato Padoan.