“Depressione? Scelta deliberata delle élite Ue”

3 Marzo 2016, di Daniele Chicca

LONDRA (WSI) – L’accusa è pesante e non viene da politici euroscettici o partiti populisti, bensì da uno dei più illustri banchieri centrali d’Europa. Secondo l’ex numero uno della Banca d’Inghilterra, che ha anche avvertito del rischio che scoppi presto una nuova crisi finanziaria, la depressione economica sperimentata dall’Europa negli ultimi anni “è il risultato di decisioni politiche prese deliberatamente dalle élite dell’Unione Europea“.

Mervyng King continua così a rincarare la dose di critiche aspre contro la gestione dell’unione monetaria, dell’Ue e dello stato dell’economia della regione in generale. L’area euro, secondo l’economista, “deve essere smantellata” per liberare dalle catene i membri più deboli, come l’Italia, e permettere loro di svalutare la propria valuta senza dover sottostare alle rigide regole di bilancio Ue.

Sarebbe la soluzione più auspicabile, in quanto consentirebbe di ridurre i livelli disoccupazione esorbitanti e alimentare la crescita economica, lasciandosi alle spalle le fallimentari politiche di austerity.

King, in carica alla Bank of England fino a metà 2013, non si sarebbe mai aspettato di vedere una crisi economica della stessa gravità di quella degli Anni 30 nell’era contemporanea. Ma il destino della Grecia era segnato fin dal 2009. Il paese ha subito una contrazione più marcata anche di quella vista negli Stati Uniti nel periodo nero della Grande Depressione tra le due Guerre Mondiali.

È un’esempio preoccupante di come le politiche economiche europee siano state fallimentari“, ha detto al pubblico presente durante una conferenza tenuta alla London School of Economics.

Grandi Depressioni a confronto: Anni 30 in Usa e Anni 2010 in Ue

Tensioni Ue non saranno mai risolte

In un libro che porta la sua firma pubblicato domenica scorsa, King si è invece concentrato sulla crisi del sistema finanziario, i cui problemi strutturali delle banche non sono mai stati risolti da quando è scoppiata la crisi finanziaria del 2008. Ciò significa che per l’economia mondiale e quella dell’Ue in particolare “un’altra crisi è assicurata”.

Nel testo intitolato “The End Of Alchemy: Money, Banking And The Future Of The Global Economy”, l’uomo che è stato al timone della banca centrale del Regno Unito in tempi di grave crisi economica e finanziaria ha avvertito che le tensioni interne all’area euro, in particolare l’ammontare esplosivo di debito pubblico accumulato in paesi come la Grecia, non saranno mai risolte.

L’unione monetaria ha creato un conflitto tra un’élite centralizzata da una parte e le forze della democrazia sul piano nazionale dall’altra. È un fenomeno estremamente pericoloso“, dice nel libro.