Eurozona non cresce più, francesi hanno smesso di spendere

29 Luglio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Lo stato di salute dell’economia dell’Eurozona è pericolante. Il tasso di crescita delle attività economiche ha rallentato il passo, come del resto ci si attendeva. La percentuale di disoccupati è rimasta invariata e l’inflazione ha dato un timido accenno di ripresa.

In sintesi i dati più importanti sono stati i seguenti nel secondo trimestre: il Pil si è espanso del +0,3% come previsto. L’inflazione si è attestata al +0,2% contro il +0,1% atteso, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 10,1% dal 10,2%, in sintonia con le aspettative.

Dopo la pubblicazione dei dati macro, le Borse europee (segui live blog) stanno tenendo bene, confermando i rialzi moderati dell’avvio. Sul valutario, l’euro non si discosta di molto dalla variazione della prima mattinata. Al momento guadagna lo 0,18% sul dollaro.

Eurozona: Francia in stallo

Vista l’economia anemica, l’inflazione sottotono e gli alti livelli di disoccupazione in un’ampia parte della regione, Mario Draghi ora ha le mani libere per poter dare ulteriori stimoli monetari all’Eurozona. I dati si sono rivelati sostanzialmente in linea con le previsioni. L’inflazione era prevista al +0,1%, il Pil al +0,3%, mentre su base annuale la crescita è stata del +1,6%, lo 0,1% in più delle aspettative. A preoccupare è l’andamento delle spese in Francia.

La Francia è in una fase di stallo. Il Pil della seconda economia dell’Eurozona non è cresciuto nello scorso trimestre, mentre le aspettative erano in media per un incremento del +0,2%. Il rialzo del Pil era stato del +0,7% nel primo trimestre. A pesare nel periodo aprile-giugno sono stati i consumi delle famiglie.

Nel frattempo la Spagna ha registrato un aumento del Pil dello 0,7%, in linea con le previsioni. Il risultato sorprendentemente negativo del Pil francese non promette bene per l’Eurozona nel suo complesso, come ha ricordato in una nota Raphael Brun-Aguerre, economista di JP Morgan.