Economia

Eurovita, Poste Italiane in prima linea per il salvataggio

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Si va verso una soluzione di mercato per il salvataggio di Eurovita, la compagnia assicurativa in amministrazione straordinaria. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Poste Italiane Matteo Del Fante, a margine della conference call di presentazione dei risultati del primo trimestre: “stiamo lavorando a una soluzione di mercato insieme alle autorità di supervisione e regolatorie. Una soluzione di mercato che coinvolgerà le maggiori società assicurative e ovviamente il settore bancario”.

Il salvataggio di Eurovita passa quindi per Poste Italiane, non solo per le garanzie che daranno le banche. Come si legge su Reuters, Del Fante ha detto che è ragionevole supporre che Poste Italiane si accollerà il costo di un salvataggio di Eurovita, stimato in circa 400 milioni di euro, sulla base della sua quota del 20% del mercato vita. L’AD di Poste ha detto che tutte le principali compagnie e le banche che distribuiscono prodotti di Eurovita, di proprietà di Cinven, stanno lavorando a una possibile soluzione. Ognuno utilizzerebbe il proprio bilancio invece di finanziare una ricapitalizzazione“, ha specificato, aggiungendo di non poter spiegare di più.

Più passa il tempo e più crescono le preoccupazioni degli assicurati Eurovita

Intanto, con il passare del tempo crescono le preoccupazioni dei clienti, che temono di perdere i propri investimenti o di vedere dilazionati molto più a lungo i tempi in cui li riavranno indietro, nell’eventualità in cui volessero riscattarli.

Per questo nei giorni scorsi si sono mosse anche le associazioni dei consumatori, che hanno chiesto garanzie sulle polizze da parte delle banche e delle assicurazioni, dal momento che sono arrivate le rate ai sottoscrittori delle assicurazioni e c’è chi sostiene non si debba pagare. Il fronte dei consumatori è spaccato a metà: da un lato chi sostiene che non pagando si riduca ulteriormente la liquidità di Eurovita e aumenti così il rischio di insolvibilità della compagnia; dall’altro chi non vuole pagare. In molti si sono anche già rivolti a un avvocato per tutelare i propri interessi. Intanto diverse associazioni di consumatori, sparse per tutta l’Italia, si stanno attivando per organizzare ricorsi e tutelare gli interessi degli assicurati con richieste di rimborsi e indennizzi.

Le prossime settimane saranno, quindi, decisive per capire se l’ipotesi spezzatino verrà concretizzata per risolvere una questione che sta toccando da vicino sempre più risparmiatori e famiglie italiane, che sono preoccupate per quanto hanno investito.