Elezioni Usa, l’impatto sull’economia dell’Italia e dell’Europa

7 Ottobre 2020, di Massimiliano Volpe

Elezioni Usa, l’impatto sull’Italia e l’Europa

di Matteo Ramenghi, direttore investimenti di UBS WM Italia

Tra circa un mese si terranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. La pandemia di Covid-19, gestita con molta difficoltà, e le sue implicazioni economiche hanno profondamente cambiato la scena politica statunitense.
Inoltre, sulla campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 3 novembre, già piuttosto anomala perché affidata soprattutto ai social media, è piombata la notizia della positività al coronavirus di Trump.

I miei colleghi dell’UBS US Office of Public Policy suggeriscono che lo scenario più probabile sia una vittoria di Biden e dei democratici al Congresso. Ma il vantaggio che emerge dai sondaggi è molto limitato e non si può escludere una vittoria di Trump, magari con un Congresso spaccato: la Camera ai democratici e il Senato ai repubblicani.
Un ulteriore fattore d’incertezza è rappresentato dalla trasparenza dell’esito. È possibile che in molti Stati il risultato sia in bilico e si crei un contenzioso che richiederebbe diverse settimane per essere risolto.

Elezioni Usa, il programma di Trump

Trump ha incentrato la propria campagna elettorale sulla ripresa economica, sulla sicurezza e sulle relazioni con la Cina. Non ha presentato una piattaforma politica dettagliata ma solo una breve lista di priorità, a partire da ulteriori riduzioni delle imposte per le persone fisiche e nuovi crediti d’imposta per le aziende che rimpatriano attività negli Stati Uniti.
In assenza di dettagli sulle coperture, è lecito concludere che si tratterebbe di una manovra in deficit. Ha infine auspicato una deregulation per alcuni settori, tra i quali quello energetico e finanziario.

Elezioni Usa, il programma di Biden

Al contrario, Biden propone un «Green Deal» per ridurre l’impronta ambientale degli Stati Uniti. In aggiunta, punta a combattere le disuguaglianze aumentando l’aliquota marginale per i redditi superiori a 400 mila dollari, eliminando le esenzioni sulle imposte di successione e incrementando le aliquote sui capital gain e sulle persone giuridiche.
Le maggiori entrate fiscali rappresenterebbero l’1,5% del PIL e dovrebbero finanziare infrastrutture, assistenza sanitaria e riduzione delle emissioni di CO2.

Quali implicazioni potrebbero esserci per l’Europa e l’Italia?

Una vittoria di Biden alle elezioni Usa attenuerebbe le tensioni con l’Europa riguardo a possibili dazi, uno sviluppo positivo soprattutto per i produttori di auto. Anche il settore delle energie rinnovabili trarrebbe vantaggio da una vittoria del candidato democratico.
Un approccio più multilaterale alla politica estera, soprattutto per quanto riguarda la Nato e l’Organizzazione mondiale del commercio, potrebbe favorire accordi a vari livelli, per esempio l’introduzione di una fiscalità condivisa per i colossi digitali.

Al contrario, una conferma di Trump porterebbe a continue tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione europea (UE) e forse anche a nuovi dazi. Un’ulteriore frammentazione nel commercio globale sarebbe negativa sia per la UE che per gli Stati Uniti. A livello di singoli settori, in questo scenario ci aspetteremmo un impatto positivo per i petroliferi e negativo per le case automobilistiche.

Non ci aspettiamo invece particolari impatti delle elezioni Usa per quanto riguarda il mercato obbligazionario e il credito, che – anche grazie agli interventi della Bce – in questa fase sembrano essere abbastanza isolati dalle tematiche geopolitiche.

L’impatto sui mercati finanziari

Per quanto i programmi dei due candidati siano agli antipodi, entrambi implicano stimoli fiscali e deficit del bilancio pubblico. Biden spenderebbe più di quanto raccolto con le maggiori imposte, mentre Trump aumenterebbe il deficit riducendo le entrate fiscali.
Non mancherà in ogni caso il sostegno della Federal Reserve tramite tassi d’interesse eccezionalmente bassi. Per questo riteniamo improbabile che le elezioni possano far deragliare i mercati.

Al contrario, potrebbero esserci impatti rilevanti a livello di singoli settori.
Nel caso di una vittoria di Biden sarebbero avvantaggiate le energie rinnovabili, mentre i petroliferi e la tecnologia potrebbero risultare penalizzati.
Nel caso di una vittoria di Trump verrebbero favoriti, al contrario, il settore petrolifero e quello finanziario. Inoltre, per via delle attese di maggiore inflazione, con un’altra presidenza di Trump potrebbero salire i rendimenti a lungo termine, innescando una temporanea correzione sulle obbligazioni con rating più elevato.