Elezioni: se politici temporeggiano sarà governo tecnico

20 Marzo 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Un rappresentante grillino al Senato e un leghista alla Camera: questo alla fine sarebbe l’accordo che starebbero siglando Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Un accordo che metterrebbe alla porta definitivamente Forza Italia e il Partito democratico. Che tra il leader del Carroccio e Silvio Berlusconi cominciasse a insinuarsi un po’ di maretta è venuto già fuori nei giorni scorsi quando il leader di Forza Italia ha chiesto a Salvini di far saltare le trattative. Ma a sorpresa proprio il leghista ha in un certo senso preso le difese dei Cinque Stelle.

“Non conviene rischiare. I Cinquestelle potrebbero mettersi d’accordo con il Pd, offrendogli la presidenza del Senato, magari per la Bonino. Hanno i numeri per batterci al ballottaggio. A quel punto chiuderebbero l’intesa per eleggerne uno dei loro alla Camera. E noi resteremmo fuori da tutto”.

Un favore a cui Di Maio ha ricambiato quando ha posto il veto per gli incarichi istituzionali su chi abbia pendenze giudiziarie, estromettendo così dalla corsa candidati di centrodestra. Di Maio, come scrive Il Corriere della Sera, avrebbe già pronto il nome del presidente del Senato e a quanto pare sarà una donna con un chiaro profilo politico, mentre Salvini alla Camera potrebbe giocarsi i nomi di Giorgetti e Fedriga.

E Berlusconi come la prenderebbe? Sembrerebbe bene a quanto scrive Il Giornale che riporta la conversazione telefonica con Salvini a cui il presidente di Forza Italia chiede di mettere le carte in tavola:

“Il tuo ruolo di leader della coalizione è stato riconosciuto, adesso in virtù di questo devi decidere quale strada prendere”.

Dopo le presidenze delle Camere allora un governo è possibile? Non ne sembra del tutto convinto Il Sole 24 Ore che scrive:

“Al momento le chance di un esecutivo che rappresenti una parte politica, sia pure vincitrice delle elezioni, sono bassissime. Né Salvini né Di Maio, i candidati premier di centrodestra e M5s, hanno i voti per insediarsi a Palazzo Chigi e qualora i due si accordassero per una maggioranza parlamentare gialloverde, certamente dovrebbero rinunciare reciprocamente alla premiership”.

Se i partiti continuano a litigare rischiano grosso. Pronto l’esecutivo del Presidente da affidare al capo dell’Anac Raffaele Cantone”.

Questa la dichiarazione di Luigi Bisignani a Il Tempo.