Elezioni, Renzi gioca l’asso canone Rai: “Va abolito, tassa brutta”

5 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La campagna elettorale entra nel vivo e ancora una volta il primo attacco riguarda una delle tasse più odiate dagli italiani, il canone Rai. Il segretario del Pd Matteo Renzi lancia la sua abolizione, parlando di una tassa brutta.

Come scrive Repubblica, Renzi presenterà la sua proposta nella prossima direzione del Partito Democratico. Una vera e propria marcia indietro quella di Renzi che nella scorsa legislatura aveva inserito il canone Rai in bolletta al fine di farlo pagare a tutti. Ma come potrà cancellare il canone? Come scrive Repubblica:

“Per rendere il progetto sostenibile nella fase transitoria lo Stato dovrà supplire al canone trasferendo tra un miliardo e mezzo e due miliardi all’anno alla Rai”.

I mancati introiti dovrebbero essere compensati da un aumento degli incassi pubblicitari considerando che nella proposta di Renzi si prevede anche una rivisitazione dei tetti pubblicitari che penalizzano l’emittente pubblica nazionale rispetto alle concorrenti private.

La cancellazione del canone Rai non è vista di buon occhio da altri esponenti del Pd, primo fra tutti Carlo Calenda:

“Spero che l’idea di abolire il canone RAI sostituendolo con un finanziamento dello Stato non sia LA proposta del @pdnetwork x campagna elettorale come riportato da @repubblica. I soldi dello Stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro (…) E un peccato che si debba ricadere sulla linea della promesse stravaganti a tutti su tutto (…)

  1. Il Governo Renzi ha messo canone in bolletta e non si può promettere in campagna elettorale il contrario di quello che si è fatto al Governo,
  2. se si vuole affrontare la questione del canone allora si ragioni su privatizzazione Rai altrimenti è presa in giro.
  3. non capisco perché, dopo aver fatto tante cose serie e buone per la crescita, gli investimenti e l’occupazione, vedi dati ISTAT di oggi si debba ricadere sulla linea delle promesse stravaganti a tutti su tutto. È un peccato”.
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