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Ecco qual è l’impresa italiana con la migliore reputazione al mondo

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ROMA (WSI) – L’impresa italiana con la migliore reputazione al mondo? È la Ferrero, la multinazionale specializzata in prodotti dolciari, fondata da Pietro Ferrero nel 1946 ad Alba che compare al 18esimo posto nella classifica mondiale stilata dal Reputation Insititute e condotta tra i consumatori dei Paesi del G8, i quattro Bric più la Corea del Sud e il Messico, diffusa annualmente dal Forbes.

“Abbiamo condotto uno studio negli Stati Uniti sui bilanci pubblici delle società quotate, dividendo quelle sopra la media reputazionale e quelle sotto: ne è emerso che quelle sopra media hanno una crescita di parametri come il Return on equity e il rapporto tra valore d’impresa e il margine operativo lordo superiore alle altre tra il 27 e il 37%”.

Così afferma Michele Tesoro, amministratore delegato di Reputation Institute Italia, Svizzera e Medio Oriente. Al primo posto della classifica mondiale la prima azienda nel 2016 è la Rolex, che solo l’anno scorso era quarta, seguita da Walt Disney e Google. Al settimo posto troviamo la Microsoft mentre è in calo la Bmw e Daimler che hanno pagato entrambe gli effetti del dieselgate che ha colpito la Volkswagen che crolla dal 14eismo al 123esimo posto.

E in Italia? Se in vetta alla classifica delle migliori aziende nostrane per reputazione mondiale troviamo la Ferrero, che si aggiudica un ottimo 18esimo posto, le altre big nostrane presenti nella classifica sono Armani, Pirelli, Lavazza e anche Barilla che si sta risollevando dopo il polverone creato con le parole del presidente Guido Barilla di qualche tempo fa di non voler utilizzare coppie gay nelle sue pubblicità ma solo l’immagine tradizionale delle famiglia e dal 34esimo posto del 2013 era crollato alla 55esima posizione l’anno successivo, per risalire alla 46esima l’anno, fino alla 43esima attuale.

In base a quanto scritto dal Reputation Institute, i valori di Borsa degli ultimi 6 anni dei 20 grandi gruppi italiani con un alto punteggio reputazionale sono in media raddoppiati, mentre l’indice Ftse Mib è rimasto praticamente fermo.