Draghi promuove il Jobs Act: “Avanti con le riforme”

18 Ottobre 2017, di Alessandra Caparello

FRANCOFORTE (WSI) – Grazie alle condizioni finanziarie favorevoli, abbiamo una finestra di opportunità per attuare le riforme economiche nell’area euro. Apre così, senza fare alcun riferimento preciso sul futuro del programma di Quantitative Easing, il suo tanto atteso discorso a Francoforte il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi.

Nella conferenza dell’Eurotower sulle “Riforme strutturali nell’Eurozona”, Draghi ha precisato che suddette riforme devono riguardare l’equità e l’efficienza, superando gli interessi acquisiti:

“diversi Paesi hanno realizzato negli anni recenti riforme che hanno aiutato a ridurre la disoccupazione – in maniera più visibile Spagna e Portogallo, ma anche l’Italia“.

Proprio in merito all’Italia, il presidente della Bce Draghi ha elogiato il Jobs Act, citandolo come esempio di riforma strutturale la cui efficacia è stata rafforzata dalle contestuali agevolazioni fiscali.

“Il Jobs Act è stato seguito da un incremento di quasi mezzo milione sul numero di occupati con un contratto a tempo indeterminato, in ampia misura a seguito delle agevolazioni alle imprese che assumevano con i nuovi contratti a tempo indeterminato”.

Il numero uno della banca centrale nel suo intervento ha spiegato come oggi, a differenza di quanto avveniva prima della crisi, le riforme sul mercato del lavoro devono essere precedute “o quantomeno seguite da riforme sul mercato dei prodotti”.

“Perché altrimenti gli aggiustamenti salariali non si trasferiranno pienamente ai prezzi. Invece aumenteranno i margini di profitto e il potere d’acquisto delle famiglie calerà  peggiorando così le condizioni economiche dei consumatori e aggravando qualunque recessione (….) La crisi ha confermato che le economie più flessibili sono più resistenti, soprattutto per i paesi che fanno parte di un’unione monetaria“.

Si dovrebbero mettere in pratica – continua Draghi – gli insegnamenti su come progettare e attuare le riforme in modo da massimizzarne i benefici e ridurne al minimo i costi a breve termine. (…) Le riforme devono tener conto dell’equità e dell’efficienza. Occorre affrontare il problema degli interessi acquisiti e sostenere adeguatamente coloro che sono rimasti indietro”. Con una politica monetaria accomodante, abbiamo ora la possibilità di adottare queste misure”.

Per Draghi e un’occasione da non perdere: “spero che le conclusioni di questa conferenza possano far avanzare l’agenda” dei governi europei.