Dopo il referendum l’Italicum: come cambierà la legge elettorale

5 Dicembre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Non solo la riforma costituzionale ma anche l’Italicum rischia di saltare. Dopo la vittoria del No alle modifiche alla Carta costituzionale targate Renzi anche la legge elettorale potrebbe fare la stessa fine per mano della Corte costituzionale  o della politica. Mentre le opposizioni, Movimento Cinque Stelle e Lega Nord in testa chiedono elezioni immediate, c’è chi pensa prima a modificare a questo punto la legge elettorale e poi chiamare nuovamente alle urne gli italiani.

Il Parlamento infatti potrebbe decidere a questo punto infatti, con le dimissioni di Matteo Renzi, di cambiare l’Italicum. L’ipotesi che prende più corpo – secondo quanto scrive Repubblica – è “un ritorno al proporzionale con un solo turno, e con un sistema uninominale, simile alla legge in vigore durante per la prima Repubblica per il Senato, senza la soglia alta prevista da quella legge”.

“Ci si attesterebbe su uno sbarramento al 4% con un premio fisso che andrebbe al partito, o alla coalizione di partiti, che conquista il primo posto alle elezioni. Il premio consisterebbe però “solo” nell’attribuzione di 30 deputati in più rispetto a quelli già aggiudicati, quindi un sistema che non implicherebbe automaticamente, come nel contestato Italicum, la conquista della maggioranza”.

Ma anche in un’altra sede potrebbe tornare nuovamente a parlarsi di modifiche alla legge elettorale. Parliamo della Corte costituzionale che aveva congelato il dossier sull’Italicum in attesa dell’esito del referendum e ora che questo esito è arrivato la questione è nuovamente aperta. La Corte è chiamata a discutere i ricorsi di quattro tribunali – Messina, Torino, Perugia e Genova – che contestano il premio di maggioranza, il ballottaggio senza soglia e i capilista bloccati che prevede l’Italicum.

La cosa certa è che l’Italicum verrà cambiato, ma a questo punto la domanda è una sola: “Chi cambierà prima l’Italicum? Il Parlamento o la Consulta?”.