Dopo GB anche Austria minaccia veto al budget Ue

12 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Siena (WSI) – Tassi di interesse: in area Euro la sessione odierna si apre con l’attesa per la riunione dell’Eurogruppo nel pomeriggio il cui tema centrale di discussione sarà la Grecia. Tuttavia, secondo quanto riferito venerdì da una fonte Ue, difficilmente oggi si arriverà ad una decisione finale sullo sblocco della tranche per Atene in quanto ci sono ancora incertezze sulla sostenibilità del debito, anche se, secondo Reuters, sembra ci sia un accordo sull’estensione dei termini di raggiungimento degli obiettivi di due anni. Il membro della Bce Asmussen ha però dichiarato che l’estensione ci sarà se tutti i paesi membri ed il Fmi aggiungeranno altri finanziamenti.

La Grecia, come dichiarato dal vice ministro delle finanze Staikourtas, ha poca liquidità e per ovviare a questo problema domani collocherà 3,125Mld€ di titoli a 1-3 mesi per evitare il default e rimborsare il 16 novembre i 4,1Mld di bond in scadenza. Intanto il Parlamento greco questa notte ha votato la nuova finanziaria del 2013, con l’appoggio di tutti e tre i partiti di maggioranza. Secondo Fitch, un’uscita della Grecia dall’area Euro è adesso meno probabile dopo il voto del parlamento sulle nuove misure di austerità. La cancelliera Merkel in un’intervista ad una televisione portoghese, ha affermato che il Portogallo ha rispettato gli obblighi previsti dal suo piano di salvataggio e che non avrà bisogno di una rinegoziazione. Sul tema del bilancio Ue, anche l’Austria come la Gran Bretagna minaccia il veto sul documento che sarà discusso alla prossima riunione dei leader Ue del 22-23 novembre. Il vice cancelliere, ha infatti annunciato che il voto austriaco è condizionato alla decisione sui tagli ai sussidi all’agricoltura. In settimana, oltre alla Grecia, sono attese emissioni in Italia di titoli a medio lungo termine fino a 5 Mld€ e titoli a breve fino a 6,5 Mld€.

Negli Usa listini azionari nuovamente in rialzo grazie anche al buon dato sulla fiducia dei consumatori preliminare pubblicato dall’università del Michigan per il mese di novembre, ai massimi da circa cinque anni. Nel suo primo discorso dopo le recenti elezioni, Obama si è detto disponibile ad un compromesso per arrivare a raggiungere un accordo sul delicato tema del Fiscal Cliff in modo da porre in essere un piano decennale di riduzione del deficit di 4000Mld$. Obama ha però sottolineato come qualsiasi forma di accordo dovrà comunque contenere la previsione di un aumento delle tasse per i redditi più elevati, la cui soglia è stata quantificata in 250.000$. Alla base del recente calo dei listini azionari potrebbe esservi infatti anche il timore di una mancata proroga di alcuni sgravi fiscali tra cui le agevolazioni in tema di tassazione di dividendi e capital gain. In settimana l’attenzione continuerà ad essere focalizzata da un lato sull’evoluzione della situazione in area Euro e dall’altro sul flusso di dati macro tra cui le vendite al dettaglio di ottobre ed i verbali dell’incontro Fed dello stesso mese. Con riferimento a Basilea 3, gli organi di sorveglianza Usa hanno dichiarato di essere d’accordo a rinviare la partenza prevista per il prossimo 1 gennaio.

Valute: continua ad essere sui minimi da due mesi il cross euro vs dollaro in area 1,27. Il livello di supporto si colloca in area 1,26. mentre quello di resistenza ad 1,278. Lieve apprezzamento stamani per lo yen verso euro con il cross calato temporaneamente sotto il supporto 101. Nel corso della notte si era assistito ad un temporaneo deprezzamento della valuta nipponica dopo la forte contrazione del Pil nel terzo trimestre, la maggiore dal terremoto del 2011. Ad eccezione della domanda pubblica, tutte le altre sottocomponenti principali si sono contratte. Per questa settimana il supporto principale è collocato presso 99,60-100; le resistenze presso 102 e 103. Nuovo record dal 1993 per lo yuan cinese vs dollaro questa mattina.

Materie Prime: chiusura di settimana con il petrolio in evidenza. Il greggio ha beneficiato della notizia della produzione Opec ad ottobre ai minimi dallo scorso dicembre a causa della contrazione in Nigeria, Arabia ed Iran. Inoltre il petrolio potrebbe aver beneficiato della chiusura, ancora in corso, delle raffinerie e terminali nella costa occidentale degli Usa dopo il passaggio dell’uragano. Proseguono gli acquisti sui metalli preziosi, vendite invece su quelli industriali. Tra gli agricoli forte calo per la soia (-3,2%), scesa ai minimi da oltre 4 mesi, dopo la revisione al rialzo delle stime sulla produzione Usa nella stagione 2012/13 da parte del Dipartimento dell’Agricoltura Usa. In calo stamani anche l’olio di palma (-3% circa) tornato in prossimità dei minimi da 3 anni a causa delle scorte record in Malesia, secondo produttore mondiale. Secondo la CFTC, gli speculatori la scorsa settimana hanno ridotto le posizioni nette rialziste sulle commodity portandole ai minimi da 16 settimane.

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