Diversificata e digitale, la banca del futuro secondo Gregori (Credem)

19 Novembre 2019, di Massimiliano Volpe

Abbiamo chiesto ai vertici dei principali istituti di credito italiani come vedono il futuro del settore bancario sempre più alle prese con la sfida tecnologica.
Oggi ne parliamo con Nazzareno Gregori, direttore Generale di Credem

 

Dott. Gregori, quale è il vostro modello di banca del futuro?

“Protezione, innovazione e sostenibilità. Sono queste le tre parole chiave del futuro del Gruppo Credem. Vogliamo continuare a far evolvere il nostro modello di servizio con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per famiglie ed imprese nella gestione e nella protezione globale dei propri asset.
Sono da sempre fermamente convinto, inoltre, che l’innovazione rappresenti uno degli elementi chiave per competere sul mercato, non solo per una banca ma per qualsiasi realtà. Sarà anche importante essere pronti a capire dove va il mercato e quale direzione deve prendere il nostro business, non solo per i prossimi 4 o 5 anni ma anche con un orizzonte di 15/20 anni.
Il futuro di tutta la nostra società dovrà necessariamente essere sostenibile. Costruire valore a lungo termine significa assumersi la responsabilità, come impresa, degli impatti che produciamo nei confronti di tutti i nostri interlocutori, i cosiddetti stakeholders”.

 Dove si indirizzano prevalentemente i vostri investimenti?

“Ci è molto chiaro che la nostra strategia non può che restare improntata alla crescita. In un contesto economico e competitivo che resta sfavorevole per quanto riguarda la marginalità unitaria, i crescenti investimenti richiesti dalle normative e dalla necessaria evoluzione del modello di business non possono essere sostenuti se non ricercando economie di scala, una maggiore produttività ed efficienza economica.
Dobbiamo continuare a crescere confermando la nostra scelta di mantenere un modello di business diversificato ed essere bravi a scegliere le priorità di investimento; la lunga fase post crisi ci ha insegnato che la diversificazione delle fonti di ricavo costituisce un valore perché rende più resiliente il conto economico in scenari volatili e incerti.
Avremo un focus particolare su banca assicurazione wealth management, small business e PMI e prestiti personali; continueremo ad investimenti su multicanalità e digitalizzazione e ci svilupperemo con approcci non convenzionali: open-banking, partnership, sfruttamento dei dati, orientamento all’open-market; credo che sia molto importante preservare la flessibilità del nostro modello sia di business sia organizzativo a fronte di scenario incerto; ritengo che in questa sfida la qualità delle persone per interpretare ed adattarsi ai cambiamenti resterà elemento chiave”.

 

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