Direzione PD, Bersani presenta la linea

6 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Gran pienone alla direzione del Pd, convocata per votare la proposta del segretario Pier Luigi Bersani su un governo di minoranza che si presenti alle Camere per chiedere la fiducia, in primis al Movimento 5 Stelle, su un programma di otto punti. Un esecutivo “di cambiamento che apra la strada alla legislatura” e che non scendera’ a patti con la “destra berlusconiana”.

Tra i passaggi su cui il centro sinistra chiamera’ il Parlamento al confronto: uscita dall’austerity, interventi su lavoro e fisco, riforma della legge eletttorale e anti corruzione. (SEGUI LIVE IN STREAMING, piu’ sotto)

“Qui non si sta corteggiando Grillo, ma cercando di capire quello che si muove nel profondo, di bucare il muro dell’autoreferenzialita’ del sistema. Anni di Berlusconismo che hanno fomentato il discredito verso la politica, che funziona da capo espiatorio per tutti le colpe degli altri”.

Alla riunione, a largo del Nazareno, sono arrivati anche i neoeletti, come Corradino Mineo e Iosefa Idem, e partecipa anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che, per la prima volta, prenderà la parola.

ECCO GLI OTTO PUNTI NEL DETTAGLIO

Punto uno dell’iniziativa del nuovo governo: fuori dalla gabbia dell’austerita’.

Punto due – misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro. Emissione di titoli del Tesoro, rafforzare finanziamenti imprese, piccole opere e allestimento del programma operativo per la banda larga e la riduzione del costo di lavoro stabile per eliminare i vantaggi del posto precario. Reddito minimo. Rivisitazione procedure di Equitalia e blocco dei condoni.

Punto tre – Funzione pubblica: dimezzamento parlamentari, revisione degli stipendi, da adattare a quelli dei sindaci. Niente doppie funzioni, nuova legge sui partiti, anche per rivedere finanziamenti. Doppio turno di collegio.

Punto quattro – Giustizia ed equita’, legge sulla corruzione, prescrizione, reciclaggio, falso in bilancio, voto di scambio, frodi fiscali.

Punto cinque – Legge sui conflitti di interesse, incandidabilita’ e doppi incarichi.

Punto sei – Economia verde e sostenibile: riqualificazione del costruito, recupero delle aree dismesse e degradato. Revisitazione del ciclo rifiuti per ottimizzarlo.

Punto sette – Prime norme sui diritti: sull’acquisto della cittadinanza, unioni civili per coppie omosessuali sull’ordine della legge tedesca.

Punto otto – Istruzione e ricerca: potenziamento del diritto allo studio, adeguamento delle strutture scolastiche, reclutamento ricercatori, assunzione insegnanti precari.

“Sono solo punti per ridare energia al paese. Punti irrinunciabili per qualsiasi prospettiva di governo”. Questa proposta il PD spera che diventi realta’, ma sono punti che difficilmente accontenteranno il PdL e il Movimento 5 Stelle ha gia’ dichiarato piu’ volte che non dara’ la fiducia a un governo dei partiti.

DISCUSSIONE IN PIENO RISPETTO NAPOLITANO – “Apriamo questa direzione nel pieno rispetto dei percorsi istituzionali e delle prerogative del Capo dello Stato, ma abbiamo il diritto-dovere di pronunciarci con semplicità davanti all’opinione pubblica”. Così Pier Luigi Bersani aprendo la direzione del Pd.

.Oggi direzione del Pd sul mandato a Bersani per le consultazioni. Ci sarà anche Renzi, che ieri è stato ricevuto da Monti. “Bersani ha il diritto di fare la prima mossa”, ha detto Renzi. Il ‘rottamatore’ ha smentito di puntare a fare il premier adesso: “Farò qualcosa quando vincerò le primarie”.

Dopo il risultato elettorale ”mi sono mangiato le mani: abbiamo buttato fuori un calcio di rigore”. Matteo Renzi ospite di ‘Ballaro’ non ha nascosto la sua rabbia per l’esito del voto ma non ha voluto infierire su Bersani che domani sara’ alle prese con una difficle direzione. ”Credo che Bersani abbia diritto a fare la prima mossa”, ha detto il sindaco di Firenze per il quale il tentativo di Bersani di intesa con Grillo e’ ”molto molto difficile ma – ha sottolineato – ha diritto di provarci”.

”Spero ci riesca”, ha aggiunto, ”ma deve avere tutto il Pd dietro”. ”Bersani – ha proseguito – non ha bisogno dei miei consigli, ci ho parlato il giorno dopo le elezioni: credo domani presentera’ la sua proposta e tutto il Pd credo gli andra’ dietro, gli dira’ ‘Ci siamo’ e se non va in porto e colpa di Grillo”. Quanto all’ipotesi di un nuovo voto a breve, Renzi ha osservato: ”E’ una possibilita’ concreta, certo, ma e’ la soluzione meno auspicabile”. Renzi premier? ”E’ un’ipotesi che non sta ne’ in cielo ne’ in terra – ha risposto a Floris -: secondo lei dopo aver perso le primarie passo dall’uscita di servizio?”. Renzi ha poi ribadito che non intende ”accoltellare” Bersani: ”Gia’ ci sono troppi giaguari e tacchini non possiamo permetterci le iene del giorno dopo”. ”Faro’ qualcosa quando vincero’: e’ anche questa la credibilita’ della politica”, ha rimarcato Renzi.

Matteo Renzi conferma che sarà alla Direzione del Partito Democratico. “Ci sarò”, ha detto il sindaco di Firenze lasciando Palazzo Chigi dove si e’ recato per un “incontro istituzionale” con il premier uscente, Mario Monti.- “Un incontro previsto da tempo, ben prima del voto”, durante il quale c’é stato ovviamente uno “scambio di vedute e opinioni sulla situazione politica attuale” hanno spiegato fonti di palazzo Chigi inquadrando così l’incontro. “Non è previsto alcun comunicato”, precisano le stesse fonti, nonostante il sindaco di Firenze, lasciando la sede del governo, avesse detto che ci sarebbe stata una nota stampa. L’idea dell’incontro, si sottolinea, è emersa durante il concerto svoltosi in Vaticano il 4 febbraio.

BERLUSCONI INCONTRERA’ MARIO MONTI L’8 MARZO – Silvio Berlusconi, a quanto si apprende, incontrerà Mario Monti venerdì 8 marzo. Ieri il presidente del Consiglio aveva inviato una lettera al Cavaliere, al leader del Pd Pier Luigi Bersani e Beppe Grillo per fissare una serie di incontri in vista del consiglio Ue del 14 marzo.

GRILLO, ALLEATI NON DI PARTITI MA MOVIMENTI-ASSOCIAZIONI – “Il M5S non darà la fiducia a un governo tecnico, né lo ha mai detto. Il governo Monti è stato il governo più politico del dopoguerra, nessuno prima aveva mai messo in discussione l’articolo 18 a difesa dei lavoratori”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. “Non esistono governi tecnici in natura, ma solo governi politici sostenuti da maggioranze parlamentari”, spiega il leader del M5S. “Il presidente del Consiglio tecnico è un’enorme foglia di fico per non fare apparire le vere responsabilità di governo da parte di Pdl e Pdmenoelle”, conclude Grillo. “Preciso che non ho mai parlato di appoggio a governo tecnico, l’unica soluzione che proponiamo è un governo del movimento 5 stelle che attui subito e senza indugio i primi 20 punti del programma e a seguire tutto il resto”. Così il prossimo capogruppo al Senato di M5S, Vito Crimi, su FB, annunciando 48 ore di ‘silenzio stampa’.