Deflazione e soldi in banca: l’alert nel report che gira a Wall Street

25 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Tutto è ormai pronto per la distruzione del dollaro e per un disastro economico che farà impallidire, a confronto, la Grande Depressione che colpì gli Stati Uniti nel periodo compreso tra il 1929 e il 1946. Parola di Doug Casey, fondatore di Casey Research che prevede la “fine del mercato toro”.  E’ possibile, tuttavia, che tale previsione si confermi il male minore, dal momento che le aziende e l’intera economia Usa dovranno proteggersi soprattutto da una minaccia che l’Eurozona sta affrontando da diverso tempo: quella della deflazione.

“La deflazione rende più forte il dollaro, fattore che rende più difficile il rimborso dei prestiti. Per esempio. se un’azienda prende in prestito $100.000 in un contesto in cui la deflazione è del 5%, la stessa azienda deve ripagare $105.000”.

Andrà male dunque ai debitori, mentre per i consumatori e gli investitori la più grande minaccia è rappresentata dall’ azzeramento totale dei “vostri asset” (dunque non solo dalla fine del mercato toro a Wall Street), stando almeno a quanto ha scritto E.B. Tucker, autore del The Casey Report, report di cui si parla da diverso tempo nell’alta finanza Usa.

Lo scenario di Tucker è apocalittico, ma non inverosimile. L’esperto lancia un avvertimento anche sui risparmi depositi nelle banche:

“Andate semplicemente a chiedere alle vostra banca $25.000 in contanti. Il dipendente allo sportello dirà. ‘Non vi possiamo dare tutti questi soldi””.

Ma il punto per Tucker è che:

“se continuerete a parcheggiare i vostri soldi in conti bancari, sarete proprietari, semplicemente, di entrate elettroniche a cui gli hacker avranno facilmente accesso e che gli stessi hacker potranno facilmente azzerare. Tutti quei soldi che avete guadagnato…il vostro duro lavoro, il vostro sudore, il vostro sacrificio…il futuro che avete costruito per la vostra famiglia…tutto sparito. In un istante“.

Questo, in una situazione in cui il debito Usa è più che raddoppiato. E in una situazione che dovrebbe essere, se non rosea, almeno rassicurante, visto che per ben otto anni la Fed ha iniettato nel sistema finanziario una liquidità del valore di $3.500 miliardi.

“Queste politiche spericolate hanno prodotto non solo miliardi, ma trilioni di investimenti sbagliati che saranno inevitabilmente liquidati. Ciò ci porterà a un disastro economico che in diversi modi farà impallidire quello della Grande Depressione degli anni compresi tra il 1929 e il 1946. Le valute crolleranno, così come è accaduto diverse volte nella storia”.

Casey sottolinea come il piano della Fed sia fallito del tutto e mostra tra le prove quella della velocità dell’offerta della moneta, che misura la velocità con cui la moneta viene scambiata, e che dopo otto anni di droga di liquidità targata Fed, viaggia al valore più basso dal 1959.

Ciò significa che tutta quella moneta stampata dalla Fed ha avuto un effetto boomerang, e non è sicuramente riuscita a risollevare i fondamentali dell’economia. Così E.B. Tucker:

“Invece di essere spesa nell’acquisto di beni e prodotti, la moneta facile della Fed è stata convogliata negli investimenti. Invece di acquistare più macchine e più case come la Fed sperava, la gente ha acquistato più azioni e bond“, o in generale strumenti finanziari i cui proventi, come afferma lui stesso, non sono sicuri nelle banche.

Qual è allora la soluzione?

Per Tucker, la soluzione è detenere contanti e oro fisico.

“Una riserva di contanti vi aiuterà a evitare le perdite che subirete se le azioni scenderanno. E vi permetterà anche di acquistare azioni, quando diventeranno più convenienti. Detenere oro è un altro modo semplice per evitare le perdite. Così come vi ricordiamo spesso, l’oro è moneta, e ha preservato il suo valore per secoli, perchè dispone di un insieme di qualità uniche: è durevole, facilmente divisibile, e trasferibile. Il suo valore è intrinseco e riconosciuto in tutto il mondo”.

Lunedì 23 maggio, invece, l’indice S&P 500 è arrivato al 253 esimo giorno di contrattazioni senza segnare nessun record, come riportato da Bloombergs. Soltanto altri due rally di lungo termine sono andati avanti senza che venissero segnati nuovi record per periodi di tempo più lunghi: 272 giorni nel 1984 e 361 giorni nel 1961″. E il trend si manifesta in un momento in cui le aziende scambiate sull’indice hanno assistito a un calo degli utili per tre trimestri consecutivi..e si accingono a vedere i profitti scendere anche per il quarto trimestre consecutivo. Qualcosa che non avveniva dalla crisi finanziaria del 2008-2009.

 

Fonte: Casey Research

Casey Research II