Decreto Salva Roma divide governo, via al Cdm decisivo

23 Aprile 2019, di Alberto Battaglia

È in corso in queste ore il Consiglio dei ministri che, fra le altre cose, vedrà riunito il governo intorno al Decreto Salva Roma, che dovrebbe riorganizzare la gestione commissiariale del debito della capitale, stimato a 12 miliardi di euro. Il progetto, è stato duramente criticato dalla Lega, che accusa un trattamento preferenziale nei confronti del comune guidato dalla pentastellata Virginia Raggi. Già ora lo stato contribuisce per il 60% rispetto al pagamento dei debiti di Roma, con 300 milioni all’anno.

Il rinnovo della gestione commissariale, secondo quanto attualmente noto, prevede quanto segue. Nel 2021 i debiti commerciali passerebbero sotto la gestione del Comune, mentre i ministero dell’Economia assumerebbe la gestione del debito finanziario. La rinegoziazione dei mutui contratti con le banche produrrebbe un risparmio di circa 2,5 miliardi.

La gestione straordinaria del debito di Roma esiste da una decina d’anni e l’oggetto del decreto difficilmente potrà avere un valore universale, dal momento che andrebbe a modificare una situazione che è, già ora, fuori dall’ordinario. La questione, comunque, è stata oggetto di nuove contrapposizioni fra la Lega, ferita dalle accuse di corruzione ai danni di Armando Siri, e il M5s, alle prese con le frasi poco felici pronunciate in privato dal sindaco Raggi (e pubblicate dal L’Espresso).

“A Roma mi sembra che c’è un sindaco che non ha il controllo della città, dei conti, della pulizia, delle strade, delle case, quindi regali non ne facciamo, la Lega non ne fa. Non ci sono comuni di serie A e comuni di serie B, se in tanti hanno dei problemi aiutiamo quelli che hanno dei problemi, non ci sono comuni più belli o più brutti”, ha dichiarato il leader leghista e vicepremier, Matteo Salvini.

“Voglio rassicurare il Ministro Salvini, non c’è nessun ‘Salva Roma’”, ha risposto a distanza il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, “dalla lettura della norma, peraltro non replicabile, si comprende che così viene chiusa l’operazione voluta dal Governo Berlusconi nel 2008, con un considerevole risparmio per lo Stato e per i cittadini”.